Usa 2012. La destra all’attacco contro Obama: “Gioca d’anticipo per estorcere donazioni”

Pubblicato il 5 Aprile 2011 18:41 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2011 18:44

Barack Obama

WASHINGTON –  La destra prepara l’attacco a Barack Obama. All’indomani del kick off della sua campagna per la rielezione, molti potenziali candidati repubblicani si sono scagliati contro la mossa del Presidente, giudicata eccessivamente precipitosa, tenuto conto che al voto manca oltre un anno e mezzo.

A loro non va giù che in tutto questo tempo il Presidente si dovrà dividere tra la sua funzione di ‘Comandante in Capo’ e candidato democratico. Parafrasando uno degli slogan di Obama, ‘vincere il futuro’, Tim Pawlenty s’è chiesto polemicamente come ”l’America potrà avere un futuro se da oggi non ha più un presidente”.

Ancora più duro Newt Gingrich: ”Abbiamo un presidente che con 18 mesi di anticipo comincia a usare la sua carica per estorcere donazioni. Ora proverà a riproporre in tutta l’America la famosa macchina di raccolta fondi di Chicago”. Ed è proprio il futuro rapporto tra la Casa Bianca e la sede del comitato elettorale nella ‘windy city’ a colpire i media Usa. Per la prima volta da decenni, un Presidente che punta al secondo mandato ha stabilito il suo quartier generale fuori da Washington.

Secondo tanti osservatori questa scelta inevitabilmente rischiera’ di generare tensioni tra l’uomo forte dello staff presidenziale, David Plouffe, e lo stato maggiore del comitato elettorale di Chicago dove da mesi lavorano il suo predecessore David Axelrod e il responsabile della campagna, Jim Messina. Insomma, come sintetizza Politico.com, ”Obama 2012 ha lo stesso cast, ma la storia sarà diversa”.

Intanto, il video di due minuti e nove secondi con cui Obama ha presentato la sua candidatura attraverso le facce e le parole di persone comuni viene passato al setaccio da esperti e analisti. Ma anche dai comici. Il più graffiante è Jon Stewart che ha preso in giro il tono dimesso di questi testimonial: ”Ma Obama non poteva trovare fan piu’ contenti? Questi erano esausti: siamo passati dal’ yes we can’, a ‘si’ forse, in caso…”’. Acido anche Conan o’Brien: ”E’ talmente giù nei sondaggi che il suo prossimo slogan sarà ”Piacere, sono il marito di Michelle Obama”.

Ma sfotto’ a parte, Obama con il video di ieri ha lanciato messaggi precisi all’elettorato americano. Nel 2008 riuscìa vincere conquistando stati tradizionalmente democratici come la Pennsylvania, il Michigan e il Wisconsin, oltre a quelli più ostili all’asinello come il North Carolina, la Virginia, il Nevada, il Colorado e la Florida. In più Obama tra gli elettori bianchi ha avuto il 18% meno di John McCain, ma ha conquistato il 91% dei voti neri e ha avuto un vantaggio del 34% tra i voti ispanici e del 30% tra gli elettori sotto i 30 anni, oltre a tantissimi votanti indipendenti. Nel 2012, per vincere ancora, Obama prestera’ attenzione proprio a queste realtà.

E il primo video della sua campagna, a partire dalla scelta accurata delle persone, dimostra questa volontà in modo chiarissimo. Per scelta etnica e stato di origine, rappresentano un campione dell’elettorato su cui lo staff di Obama punta tutte le sue carte. Dei cinque cittadini scelti, tre vengono da ‘swing states’, stati in bilico come la North Carolina, il Nevada e il Colorado. Il primo di questo gruppo è  Ed, un signore di mezza età bianco del sud.

”Non sono sempre d’accordo con Obama, ma lo rispetto e credo in lui” dice nel video. Ed sintetizza bene i sentimenti degli elettori indipendenti del profondo sud, il cui voto sarà decisivo. Poi c’e’ Gradys, la madre di famiglia latina del Nevada preoccupata per la sorte dei figli e Katherine, la giovane bianca del Colorado. Infine Mike, un giovane newyorchese che nel 2008 era troppo giovane per votare Obama, ma ora non vede l’ora. E Alice, l’impiegata nera del Michigan. Loro fanno riferimento a due fasce elettorali che Obama dovra’ riconquistare nella sua totalità quella giovane e quella afro-americana.