Don Blankenship, candidato alle primarie repubblicane Usa chiede 12 miliardi per diffamazione

di Caterina Galloni
Pubblicato il 19 marzo 2019 5:46 | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2019 17:05
Don Blankenship, candidato alle primarie repubblicane Usa chiede 12 miliardi per diffamazione

Don Blankenship, candidato alle primarie repubblicane Usa chiede 12 miliardi per diffamazione

ROMA – Don Blankenship, candidato che non è riuscito ad aggiudicarsi le primarie repubblicane per il Senato USA nel West Virginia, ha presentato una massiccia azione legale per diffamazione nei confronti di decine di reti televisive, tra cui Fox News e CNN, agenzie di stampa e personalità dei media per averlo definito “un criminale” durante la corsa come candidato e chiede un risarcimento di 12 miliardi di dollari

Don Blankenship, ex CEO multimilionario di Massey Energy, la società che possedeva la miniera di carbone di Upper Big Branchin, in seguito a una condanna per aver violato volontariamente gli standard di sicurezza della cava, nell’aprile 2010 in un’esplosione di gas avevano perso la vita ventinove minatori, dopo un anno di prigione federale era stato assolto da tutte le accuse.

Blankenship, la cui campagna elettorale è stata alla ribalta nazionale per aver definito il leader della maggioranza al Senato, Mitch McConnell, come “Cocaine Mitch” e il ministro ai Trasporti, Elaine Chao, una “cinese ricca”, ora chiede oltre 12 miliardi di risarcimento per diffamazione.

“Fox News, CNN, MSNBC e gli altri imputati, si presentano come canali o fonti di notizie e l’aspettativa del pubblico è che siano davvero una fonte di notizie “credibili”, ha dichiarato in una nota a Mediaite, l’avvocato di Blankenship, Eric Early, un candidato GOP nella corsa alla carica, che non è riuscito ad aggiudicarsi, di procuratore generale della California. “Mentono su fatti che si possono facilmente cercare su Google. A un certo punto dovranno decidere se dare notizie reali o essere canali di intrattenimento”.

Per “i danni subìti Blankenship chiede una somma non inferiore a 2 miliardi di dollari” aggiungendo che “desidera un risarcimento danni di 10 miliardi di dollari”.

“Alcuni tra gli imputati sono grandi società di media…  e un massiccio riconoscimento di risarcimento è necessario al fine di punire e/o dissuadere adeguatamente il ripetersi di questo comportamento”. La lunga lista di notiziari e agenzie di stampa presi di mira da Blankenship è apartitica. La CNN, la MSNBC, la Fox News, l’Associated Press, il Boston Globe, il Chicago Tribune, il Los Angeles Times e il Washington Post sono elencati insieme a Breitbart News, al Washington Times e alla casa madre del Washington Examiner, Clarity Media.

L’analista giudiziario di Fox News, Andrew Napolitano, il conduttore MSNBC Chris Hayes, il conduttore di Fox News Neil Cavuto, il conduttore MSNBC Joy Reid e il giornalista del Washington Post, Josh Dawsey, sono tra i personaggi citati nella causa.

Andrew Napolitano deve sopportare il maggior peso della causa per aver falsamente affermato che Blankenship “dopo essere stato incriminato è andato in prigione per omicidio colposo”, nel corso di un servizio in onda su Fox News in vista della corsa alle primarie.

“Fox News sapeva che era falso”, si legge nel documento legale. “Il 3 dicembre 2015, aveva infatti affermato che Blankenship era stato assolto dai reati, condannato per un reato minore e mai accusato di omicidio colposo”.
Napolitano, ex giudice della New Jersey Superior Court, in una e-mail ha riconosciuto il suo errore ma non ha “mai pubblicamente ritrattato o corretto la sua dichiarazione”, sostiene il documento.

“Mi rendo conto che ieri ho sbagliato e ho omesso di menzionare la sua assoluzione”, aveva scritto Napolitano nella mail. “Sarò felice di affrontare accuratamente l’argomento nella puntata in onda lunedì. Sono molto dispiaciuto poiché mi piace e le auguro il meglio nella corsa al Senato”.

Secondo quanto scritto nel documento, Napolitano “ha rettificato la notizia del reato in diretta ma solo settimane dopo le elezioni, quando ormai il danno a Blankenship era totale”. Il conduttore di Fox News Cavuto è chiamato in causa per aver definito Blankenship come “il candidato esterno, con precedenti penali”.

L’azione legale ha come particolare obbiettivo Fox New poiché la rete è “una fonte di informazioni estremamente influente per gli elettori della West Virginia”. Blankenship, inoltre, è stato ripetutamente diffamato dai principali media di sinistra, inclusi gli imputati CNN e MSNBC“, si legge nel documento legale. “Tra i vari esempi c’è Chris Hayes di MSNBC che sul canale via cavo definisce Blankenship per almeno due volte un “criminale” e Joy Reid che lo chiama “criminale condannato” il 5 maggio 2018″.

Secondo quanto sostenuto dall’avvocato di Blankenship,  McConnell e i media hanno lavorato in tandem per screditare il candidato. “Media e alcuni altri, tra cui Mitch McConnell e il senatore Thune, hanno intrapreso una sconsiderata campagna mirata a diffamare Blankenship e inficiato un’elezione federale”. (Fonte Mediaite).