Donald Trump boccia gli F-35 su Twitter, Lockheed crolla in Borsa

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 dicembre 2016 19:59 | Ultimo aggiornamento: 12 dicembre 2016 19:59
Donald Trump boccia F-35 su Twitter, Lockheed crolla in Borsa

Donald Trump boccia F-35 su Twitter, Lockheed crolla in Borsa

NEW YORK – Donald Trump colpisce ancora. Dopo il nuovo Air Force One della Boeing, giudicato troppo caro, il presidente eletto degli Stati Uniti si sfoga contro gli F-35: i costi del programma più caro della storia del Pentagono “sono fuori controllo”, cinguetta su Twitter il tycoon, che promette di risparmiare miliardi di dollari sugli acquisti militari a partire dal 20 gennaio, giorno in cui si insedierà alla Casa Bianca.

Una bomba che fa crollare in Borsa il titolo della Lockheed Martin. Solo pochi minuti dopo il tweet di Trump il colosso aeronautico aveva già bruciato a Wall Street ben 4 miliardi di dollari, scivolando di oltre il 4%. Secca la risposta dei vertici del gruppo: “Gli F-35 sono meno costosi di ogni altro simile jet”.

Inevitabile il riesplodere della polemica sull’uso ‘spericolato’ dei social media da parte del presidente eletto degli Stati Uniti. Una situazione senza precedenti in cui una piattaforma come Twitter si sostituisce di fatto ai normali canali di comunicazione, anche diplomatica: vedi le tensioni con la Cina alimentate oltremodo proprio dai tweet di Trump, definito dai media di regime di Pechino “ignorante come un bambino”. Poi il nuovo monito: la politica di “una sola Cina” non può essere messa in discussione.

A completare quello che si va delineando come un quadro destabilizzante dopo l’elezione di Trump anche il primo vero e proprio scontro del tycoon con il Congresso, dopo che il leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, ha appoggiato la richiesta bipartisan di una inchiesta sul ruolo della Russia nelle elezioni dell’8 novembre, dopo i sospetti sollevati dalla Cia.

Parole che irritano il presidente eletto, il cui portavoce contrattacca senza peli sulla lingua: “Si vuole delegittimare la vittoria di Trump”. E intanto, nei giorni della feroce polemica con i servizi, come leader degli 007 Usa spunta il nome di Carly Fiorina, ex Ceo di Hp ed ex rivale di Trump nelle primarie, in pole position per il ruolo di Director of national intelligence (Dni). Mentre Rex Tillerson, Ceo di Exxon Mobile, amico di Putin, è sempre più vicino alla nomina di Segretario di stato.

Ma è l’uscita sugli F-35 la notizia shock della giornata. Perché in ballo c’è un programma da 400 milioni di dollari e il futuro di migliaia di posti di lavoro nei tre stabilimenti in cui il superjet viene assemblato: a Fort Worth in Texas, a Nagoya in Giappone e a Cameri in Italia, in provincia di Novara.

“Abbiamo già investito centinaia di milioni di dollari per ridurre il costo del velivolo di oltre il 70%”, spiega la Lockheed Martin, sottolineando come “la proiezione del costo dell’aereo al 2019-2020 è di 85 milioni di dollari. A quel prezzo – si spiega ancora – l‘F-35 sarà meno costoso di qualsiasi aereo di quarta generazione al mondo. E sarà invece di quinta generazione, con un enorme vantaggio tecnologico”. Senza contare – aggiunge il gruppo – “le centinaia di milioni di dollari investite per ridurre i costi di manutenzione nell’arco di vita del velivolo, che sarà di 30-40 anni”.

A generare ulteriori polemiche attorno alla figura di Trump anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in pressing sul tycoon per far fallire l’accordo con l‘Iran: “Ci sono vari modi per distruggerlo. E mi piacerebbe parlarne con il presidente eletto Stati Uniti”.