Donald Trump grazia I.Lewis “Scooter” Libby, ex braccio destro di Dick Cheney

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 aprile 2018 22:13 | Ultimo aggiornamento: 13 aprile 2018 22:13
Donald Trump grazia I.Lewis "Scooter" Libby, ex braccio destro di Dick Cheney

Donald Trump grazia I.Lewis “Scooter” Libby, ex braccio destro di Dick Cheney

WASHINGTON – Il presidente Donald Trump ha graziato I.Lewis “Scooter” Libby, l’ex capo di gabinetto dell’allora vice presidente Dick Cheney.

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I.Lewis “Scooter” Libby fu condannato nel 2007 a 30 mesi di prigione e 250 mila dollari di multa per falsa testimonianza e spergiuro nell’inchiesta sulla fuga di notizie sull’identità dell’ agente della Cia Valerie Plame.

“Non lo conosco personalmente, ma mi dicono da anni che è stato trattato ingiustamente”, ha detto il presidente attribuendo la condanna dell’ex braccio destro di Cheney all’accendimento del procuratore speciale dell’epoca Patrick Fitzgerald.

Trump ha usato con parsimonia lo strumento della grazia: ha fatto clamore qualche mese fa il perdono di Joe Arpajo, controverso sceriffo dell’Arizona e alleato politico in campagna elettorale.

Libby non andò mai in prigione perché la pena fu commutata dall’allora presidente George W. Bush. Oggi la grazia di Trump ha fatto discutere: da un lato i parallelismi implicitamente sollevati da Trump con l’operato del procuratore del Russiagate Robert Mueller, accusato di portare avanti una vera e propria “caccia alle streghe”; dall’altro il perdono dell’autore di una celebre fuga di notizie proprio nel giorno in cui il presidente e’ tornato a prendersela con l’ex capo dell’Fbi James Comey, reo di “aver fatto trapelare informazioni segrete per cui dovrebbe essere processato”.

C’è altra parte, nel caso Libby, una poco nota “Comey connection”: fu proprio Comey che nel 2003, da numero due della Giustizia, incaricò Fitzgerald dell’inchiesta sul Cia-gate dopo che il ministro John Ashcroft si era ricusato dalla vicenda. La grazia a Libby è stata per anni un cavallo di battaglia per la destra americana. Tra quanti hanno sostenuto che l’ex chief of staff era stato trattato ingiustamente c’è il nuovo consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton.