Donald Trump, il libro di James Comey: “Prepotente e immorale come un boss mafioso”

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 aprile 2018 17:50 | Ultimo aggiornamento: 13 aprile 2018 17:51
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Donald Trump, il libro di James Comey: “Prepotente e immorale come un boss mafioso” (Foto Ansa)

NEW YORK  – Nuovo libro-scandalo su Donald Trump. 

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“Immorale, prepotente come un boss mafioso“: con queste parole l’ex numero uno dell’Fbi James Comey descrive il presidente americano nel suo libro che uscirà la prossima settimana e di cui i media americani danno ampie anticipazioni.

Oltre 300 pagine di memorie di memorie intitolate A Higher Loyalty: Truth, Lies and Leadership in cui l’ex numero uno dell’Fbi si toglie più di un sassolino dalle scarpe, dopo essere stato licenziato in tronco dal presidente americano nel maggio del 2017 per non essersi piegato al suo volere: quello di chiudere in fretta le indagini sul cosiddetto Russiagate.

Comey paragona l’atteggiamento di Trump per ottenere lealtà nei suoi confronti a quello di un vero proprio boss mafioso: “Un boss in completo controllo”, circondato da una cerchia di persone che lo assecondano in silenzio, vincolati a un giuramento di fedeltà.

“La sua leadership è guidata esclusivamente dall’ego”, scrive l’ex capo del bureau investigativo, spiegando come fin dal primo incontro che ebbe col tycoon, alla Trump Tower nel gennaio del 2017, Trump sembrò “ossessionato” da un dossier in particolare: quello in cui l’ex spia britannica Christopher Steel afferma come Mosca abbia in mano materiale per ricattare il presidente americano. Materiale che scotta, come incontri con prostitute in un hotel di Mosca nel 2013.

In particolare, spiega Comey, Trump gli chiese di indagare sul presunto video in cui il tycoon veniva ripreso nella camera d’albergo dove alcune prostitute urinavano sul letto dove avevano dormito Barack e Michelle Obama. “Lo deve fare per rassicurare mia moglie Melania”, avrebbe detto Trump secondo il racconto di Comey: “Negò con forza quelle accuse. Vi sembra che sia un ragazzo che ha bisogno di andare con le prostitute, disse. Poi cominciò a parlare di tutti i casi in cui diverse donne lo accusano di molestie sessuali”.

Un tycoon molto agitato, dunque, tanto che Comey a un certo punto lo interruppe: “Non siamo qui per indagare su di lei presidente. E lui sembrò calmarsi”, spiega l’ex capo dell’Fbi.

L’ex capo dell’Fbi parla anche delle dimensioni delle mani del tycoon, notando come siano più piccole delle sue. In campagna elettorale Trump aveva replicato ai detrattori: “Le mia mani non sono piccole, e nemmeno altro”.

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