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Ecuador, condannato a sei anni di carcere il vice presidente Glas

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Ecuador, condannato a sei anni di carcere il vice presidente Glas

QUITO, ECUADOR – Jorge Glas, vice presidente dell’Ecuador, è stato condannato a sei anni di prigione dalla Corte Suprema per aver ricevuto 13,5 milioni di dollari in tangenti dalla multinazionale brasiliana delle costruzioni Oldebrecht.
Glas, 48 anni, politico di alto livello e fedelissimo dell’ex premier Rafael Correa, è stato sospeso dalla carica nello scorso agosto e la pratica delle tangenti ha avuto pesanti ripercussioni sui funzionari ed ex funzionari nei diversi Paesi dell’America Latina.

I PM hanno sostenuto che Glas ha preso dalla Odebrecht, tangenti per un totale di 13,5 milioni di dollari attraverso uno zio, Ricardo Rivera, anch’egli arrestato.
La società, che ha ammesso di aver pagato tangenti per aggiudicarsi contratti in diversi Paesi, ha già pagato 3,5 miliardi di dollari in patteggiamenti negli Stati Uniti, Brasile e Svizzera.
Stretto alleato dell’ex presidente Rafael Correa, Glas è stato vicepresidente di Correa dal 2013 e mantenuto la carica con l’attuale presidente Lenin Moreno che, ad agosto, lo ha sospeso e accusato di non fare il gioco di squadra.

Condannate per questo caso, altre persone anche se la pena è stata alleggerita grazie a una “collaborazione efficace” con le autorità, secondo il verdetto letto dal giudice Edgar Flores.
In un’intervista rilasciata a ottobre dalla prigione di Quito, Glas ha dichiarato di essere stato vittima della vendetta del gigante dell’edilizia: secondo la sua tesi, nel 2008 aveva svolto un ruolo determinante per far uscire l’azienda dall’Ecuador, a seguito di una disputa per la riparazione di una centrale idroelettrica.
Lo scandalo ha intrappolato i politici di diversi paesi, tra cui Messico, Perù, Panama e Venezuela.
I procuratori ecuadoriani hanno affermato che Odebrecht ha speso 47,3 milioni di dollari in tangenti per ottenere appalti pubblici nella Nazione.

L’ex presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, ha detto alla CNN spagnola di Panama che Glas era un “prigioniero politico” e che non c’erano “prove contro di lui”. Ha inoltre affermato che la condanna era un modo per il suo successore, il presidente Lenin Moreno, di prendere il controllo dell’ufficio del vicepresidente.

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