Egitto al voto, sfida tra Islam e laici. Poliziotto ucciso ai seggi

Pubblicato il 23 Maggio 2012 12:47 | Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2012 12:48

Votanti in Egitto (Foto LaPresse)

IL CAIRO – L’Egitto del dopo primavera araba si ritrova oggi e domani, 23 e 24 maggio, a votare alle prime elezioni presidenziali del dopo Hosni Mubarak. 

Le elezioni si sono aperte con scontri e un morto: un poliziotto è stato ucciso nella mattina di mercoledì 23 maggio. L’uomo è stato ammazzato a colpi d’arma da fuoco mentre affiggeva le liste elettorali all’esterno di un seggio nel quartiere Shubra al Cairo.

In questi due giorni sono cinquanta milioni di elettori sono chiamati a scegliere fra dodici candidati il loro nuovo presidente della Repubblica, dopo la caduta di Mubarak con la rivoluzione dello scorso gennaio.

A sfidarsi ci sono l’esponente dei Fratelli Musulmani, appoggiato dai salafiti, Mohamed Morsi, e un altro ex della Confraternita, cacciato dopo la sua candidatura filo-islamico moderato, Abdel Moneim Abul Fotouh, medico che ha lavorato negli ospedali da campo vicino a piazza Tahrir durante la rivoluzione.  Ci sono poi l’ultimo premier del governo di Mubarak, Ahmad Shafik, l’ex ministro degli Esteri di Mubarak negli anni Novanta ed ex capo della Lega Araba, Amr Mussa, il nasseriano, filo-rivoluzione Hamdin Sabbahi. Questi cinque sono i candidati che hanno più chance di arrivare al secondo turno del 16 e 17 giugno.

Gli altri candidati sono l’avvocato e attivista per i diritti umani, Khaled Ali, il nasseriano e fondatore del partito Katama (Dignità) Hamid Sabbahi, 

Ad oggi l’Egitto post Mubarak ha eletto il Parlamento ma non ha ancora varato una nuova Costituzione. Il presidente che uscirà dalle urne in teoria potrebbe non avere poteri codificati per definire il suo rapporto con il Consiglio dei ministri, con il Parlamento e anche con le forze armate, che a più riprese hanno assicurato che lasceranno il potere entro fine giugno.