Egitto, la guerra dei finanziatori: Arabia ed Emirati contro Qatar e Turchia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Agosto 2013 13:15 | Ultimo aggiornamento: 20 Agosto 2013 13:16
Egitto, la guerra dei finanziatori: Arabia ed Emirati contro Qatar e Turchia

Egitto, la guerra dei finanziatori: Arabia ed Emirati contro Qatar e Turchia (LaPresse)

IL CAIRO – Per districarsi nel caos in cui versa l’Egitto bisogna seguire i soldi, “follow the money”, i finanziamenti che molto ci spiegano sul conflitto e sulle sue conseguenze geopolitiche nella regione.

Con i suoi 84 milioni di abitanti, l’Egitto è il Paese più popoloso del Medio Oriente, ma con i suoi 6.652 dollari di reddito pro-capite non è uno dei più ricchi, anzi. Restando al reddito pro-capite, quello dell’Iran è il doppio di quello egiziano, quello della Turchia più del doppio, quello dell’Arabia Saudita il quadruplo, quello del Qatar è superiore di 13 volte.

Quindi l’Egitto è facilmente condizionabile dai finanziamenti. Dopo gli accordi di Camp David (pace fra Israele ed Egitto, 17 settembre 1978), gli Usa “sedarono” la polveriera egiziana garantendo per 35 anni un flusso di 1,3 miliardi di dollari all’anno.

Ma ora non c’è più l’Egitto, ci sono due Egitti, militari e Fratelli Musulmani, e dietro di loro ci sono due fazioni di “finanziatori” che si contendono l’influenza su Il Cairo con stanziamenti superiore a quelli degli Usa. Spiega Fabio Morabito sul Messaggero:

“C’è una guerra parallela alla crisi devastante che sta insanguinando l’Egitto. È la guerra degli aiuti, del libretto d’assegni di pronto soccorso per le due parti in lotta. Da una parte i militari, dall’altra i Fratelli musulmani. Da una parte tre ricche monarchie arabe del Golfo, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Kuwait, dall’altra il Qatar.

Riad, con i suoi alleati, finanzia la nuova amministrazione ad interim guidata dal presidente provvisorio Adly Mansour, e in modo generoso. Arabia Saudita ed Emirati hanno promesso 8 miliardi di dollari, il Kuwait 4 miliardi.

Un’altra monarchia del Golfo, il Qatar, invece, come la Turchia, aiuta finanziariamente i Fratelli musulmani. Durante i 12 mesi della presidenza Morsi, sono otto i miliardi di dollari che Doha avrebbe prestato all’Egitto, sarebbe di due miliardi invece l’assegno staccato dalla Turchia.

Cifre che fanno impallidire gli aiuti degli Stati Uniti, che risalgono all’accordo di Camp David, di 35 anni fa. Aiuti di poco superiori a 1,3 miliardi di dollari l’anno. E la differenza tra queste cifre aiuta a capire, almeno in parte, di come sia in crisi l’influenza che gli Stati Uniti pensavano di poter ancora esercitare nella regione”.

Il conflitto si sposta anche in televisione. Gran parte delle immagini dell’inizio di guerra civile in corso ci arrivano dalle due più potenti emittenti del mondo arabo: Al Jazeera. di proprietà dell’emiro del Qatar, più benevola verso i Fratelli Musulmani; e Al Arabiya, la tv degli Emirati, meglio disposta verso i militari. Quindi, quando guardate un video che metta in cattiva luce l’una o l’altra delle due fazioni in lotta, occhio alla testata che ve lo sta proponendo.