Egitto, Mubarak: “Il governo si dimette, ora basta alla violenza”

di Alessandro Avico
Pubblicato il 28 Gennaio 2011 23:40 | Ultimo aggiornamento: 17 Luglio 2011 20:36

“Ho chiesto al governo di dimettersi e domattina darò l’incarico per formare il nuovo esecutivo”. Queste le parole del presidente Mubarak in diretta tv. Dopo una nuova giornata di scontri il presidente egiziano Hosni Mubarak ha parlato al Paese.

“Interrompere immediatamente gli atti di violenza e di sabotaggio” è stato l’appello rivolto ai manifestanti pur difendendo le azioni delle forze di sicurezza egiziane. Le violenze di queste ore sono un “complotto per destabilizzare la società” ha detto il presidente sottolineando che “i nostri obiettivi non saranno raggiunti con la violenza ma con il dialogo nazionale”.

Quindi Mubarak ha confermato che non lascerà il potere ma insedierà un nuovo governo. Mubarak ha aggiunto anche che promuoverà la realizzazione di riforme sociali, economiche e politiche. Nel discorso il presidente egiziano ha detto di essere “dalla parte dei poveri”, ha ribadito la volontà di “garantire la libertà di espressione, nel rispetto della legge e della costituzione”. Negli Stati Uniti la Cnn, la Abc, la Fox e le altre principali emittenti nazionali hanno trasmesso in diretta il discorso.

”Ho parlato con Mubarak dopo il suo discorso alla nazione. Il presidente egiziano ha assicurato maggiore democrazia. Ora deve essere conseguente a questi impegni”. Lo ha detto il presidente americano, Barack Obama, intervenendo per la prima volta sulla crisi egiziana. ”Gli Stati Uniti sostengono il diritto di libera associazione e la libertà di esprimersi in Egitto, come in tutto il mondo: tutti i governi hanno il dovere di governare sulla base del consenso”, ha concluso Obama sottolineando che ”gli Stati Uniti sono a fianco del popolo egiziano”.

Circa mille feriti, almeno cinque morti. E ancora: quattrocento manifestanti arrestati, sedi del partito del presidente Hosni Mubarak date alle fiamme. Non basta: il coprifuoco, l’esercito in strada, l’esercito che non si ritira. E i primi spari. E’ stato come annunciato il ”Venerdì della collera”: cortei e manifestazioni anti-Mubarak stanno paralizzando le principali citta’ egiziane e in particolare il Cairo, dove sono in atto scontri tra le migliaia di manifestanti e le forze dell’ordine.

La polizia ha bloccato, senza arrestarlo ma impedendone ogni spostamento, l’esponente dell’opposizione Mohammed el Baradei, rientrato in patria ieri da Vienna, e che stamani si trovava a pregare insieme ad altre centinaia di persone, nella zona delle manifestazioni. Qualche ora dopo, però, arriva una parziale smentita e alcuni testimoni presenti sul posto raccontano che il leader dell’opposizione è libero e passeggia per le strade della capitale.