Egitto, un ‘altra vittoria della rivoluzione: via Shafiq, il premier scelto da Mubarak

Pubblicato il 3 Marzo 2011 18:11 | Ultimo aggiornamento: 4 Marzo 2011 12:38

Hosni Mubarak

IL CAIRO – La rivoluzione non finisce mai in Egitto. Alla vigilia di un nuovo venerdì di protesta in piazza Tahrir, il consiglio supremo delle forze armate ha deciso di ‘dimissionare” il premier nominato dall’ex rais Hosni Mubarak nel tentativo di arginare la rivolta contro il regime.

Con un comunicato sulla loro pagina Facebook, le forze armate hanno annunciato che Ahmad Shafiq, generale dell’aviazione, è stato sostituito con Essam Sharaf, ex ministro dei Trasporti fra il 2004 e il 2005, ingegnere e professore universitario, che il 25 gennaio, giorno di inizio delle proteste contro Mubarak, ha partecipato ad una marcia dei professori dell’universita’ del Cairo e si è unito ai manifestanti a piazza Tahrir.

La sua nomina, che secondo alcuni siti è stata frutto di un suggerimento fatto alle forze armate dai giovani della rivoluzione nel loro incontro della scorsa settimana, è stata accolta con entusiasmo dai manifestanti che ancora presidiano la piazza epicentro della rivolta.

”Yes, yes, yes. Finalmente se n’è andato e noi abbiamo vinto” dice all’ANSA Mohamed Abdel Maatti, un giovane rimasto sulla piazza dal 25 gennaio, spiegando che Sharaf sarà un buon interlocutore accanto alle forze armate.

”E poi – ha ricordato – è forse l’unico ministro egiziano che si è dimesso”, riferendosi alla sua decisione di uscire dal governo dopo un grave incidente ferroviario. I giovani hanno persino inviato il primo ministro incaricato a prestare giuramento sulla piazza Tahrir, dove il venerdì di protesta si trasformerà in un altro venerdì di festeggiamenti.

Più contenuti, però, perché la parola d’ordine dei giovani della rivoluzione è di smettere con le manifestazioni, per dimostrare l’apprezzamento per la scelta del nuovo premier. Sharaf è al lavoro per mettere insieme la sua nuova squadra, tenendo conto che quella appena uscita presentava altri ministri finiti nel mirino della protesta, soprattutto il titolare degli esteri Ahmad Abul Gheit e quello della giustizia Mamdouh Marei, entrambe titolari nel governo pre-rivolta di Ahmad Nazif.

La mossa di allontanare Shafiq è piaciuta a Mohamed el Baradei, leader del movimento per il cambiamento e possibile candidato alla presidenza. ”Siamo sulla buona strada”, ha detto, esprimendo apprezzamento alle forze armate per avere ”accettato le richieste del popolo”. Più fredda la reazione dei dei Fratelli musulmani, il più grande partito di opposizione anche se ancora illegale. ”Non abbiamo nulla contro Sharaf, ma deve adottare un pacchetto di misure per riportare il paese alla vita civile, formare un governo di tecnocrati e ristabilire la sicurezza nelle strade”, ha detto all’ANSA il responsabile del sito della confraternita Abdel Ghelil El Sharnoubi.