Egitto, ultimatum esercito agli anti-Morsi: “Pronti a intervenire”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Giugno 2013 20:17 | Ultimo aggiornamento: 23 Giugno 2013 20:18
Egitto, ultimatum esercito agli anti-Morsi: "Pronti a intervenire"

Mohammed Morsi (Foto Lapresse)

IL CAIRO – Egitto a rischio collasso: ad una settimana dal 30 giugno, giorno scelto dai movimenti contrari al presidente Mohamed Morsi per chiederne le dimissioni ad un anno dal suo insediamento, scendono in campo le forze armate.

In una sorta di ‘ultimo avvertimento’ lanciato alle forze al potere e alle opposizioni il ministro della Difesa e capo delle forze armate Abdel Fatah el Sissi ha messo in chiaro che l’esercito non rimarrà silenzioso a guardare il Paese cadere in un ”conflitto incontrollabile” e che se finora si è tenuto fuori dalla politica, ha la responsabilità ”morale” di intervenire per evitare all’Egitto di entrare in un ”tunnel oscuro”.

Per questo il ministro, all’indomani della manifestazione che ha raccolto decine di migliaia di sostenitori di Morsi, ha sollecitato tutte le forze politiche a rimboccarsi le maniche e trovare un’intesa nell’ultima settimana disponibile.

In un intervento ad un convegno, el Sissi ha ribadito un concetto caro alle forze armate in Egitto e che ha fatto da leit motiv per tutta la rivoluzione e cioè che sono accanto al popolo. Quindi, ha detto el Sissi, non permetteremo che venga attaccata la volontà popolare. Affermazione leggibile nei due sensi e cioè la volontà uscita dalle urne con l’elezione di Morsi, ma anche quella delle strade dove da oltre un mese la campagna Tamarod (Ribelli) sta raccogliendo firme per costringere il presidente alle dimissioni.

”C’è uno stato di divisione interna del Paese e se continua, questo rappresenta un pericolo per l’Egitto”, ha sottolineato il capo delle forze armate egiziane, dalle cui parole emerge un senso di maggiore allarme rispetto a quelle che pronunciò il 29 gennaio scorso, quando ondate di violenza travolsero città come Port Said e Ismailyia, nel primo anniversario della rivoluzione di 2011. In quella occasione si limitò a mettere in guardia dalle ”gravi conseguenze” sulla stabilità del Paese.

Secondo alcuni media egiziani el Sissi avrebbe incontrato Morsi poco prima di pronunciare il suo discorso e secondo fonti vicine alla presidenza Morsi potrebbe pronunciare un discorso alla nazione giovedì prossimo, alla vigilia del venerdì, giornata solitamente calda per la manifestazioni in Egitto.

La virata dei vertici militari arriva nel giorno in cui il contestato governatore di Luxor, esponente del movimento integralista della Jamaa Islamiya, ha rassegnato le dimissioni dopo giornate di proteste. Il gesto di Abdel el Khayat è stato elogiato da tutti, incluso il ministro del Turismo Hashem Zaazou, che proprio per protesta contro la sua nomina aveva deciso di dimettersi.

Ma la decisione, giustificata dalla volontà di anteporre gli interessi nazionali ed evitare violenze, sembra contribuire poco al clima di tensione. Il partito dei Fratelli musulmani, Giustizia e Libertà, ha già accusato le opposizioni della morte di un militante della Jamaa islamiya durante scontri fra pro e anti Morsi al Fayoum, a sud del Cairo, la scorsa settimana.