Elezioni India: batosta per Sonia Gandhi, successo per il “Beppe Grillo indiano”

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Dicembre 2013 9:39 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2013 10:36
Sonia Gandhi e il figlio Rahul (Foto Lapresse)

Sonia Gandhi e il figlio Rahul (Foto Lapresse)

NEW DELHI – Il partito del Congresso presieduto da Sonia Gandhi ha subito una cocente sconfitta perdendo in tutte le quattro elezioni amministrative svoltesi nei giorni scorsi (New Delhi, Rajasthan, Madhya Pradesh e Chattisgarh) e che sono state vinte dal Bharatiya Janata Party (Bjp, centro-destra).

Al termine dello spoglio delle schede si è visto che il ko più doloroso è stato senz’altro registrato a New Delhi, dove il Congresso era al potere da 15 anni con la ‘chief minister’ Sheila Dikshit, e dove si è assistito ad una vera e propria fuga dell’elettorato verso il nuovo partito del “Grillo indiano”, Arvind Kejriwal, che si presentava per la prima volta, ed ha conquistato in un colpo solo 28 seggi sui 70 disponibili.

Il Congresso è sceso a otto seggi, mentre il Bjp è diventato il primo partito della capitale con 31. Gli analisti indiani hanno sottolineato che la formazione di centro-sinistra al governo nel Paese ha subito una debacle indiscutibile, un significativo 4-0 inflittogli dal Bjp che non solo ha mantenuto e rafforzato la sua posizione negli Stati già controllati (Madhya Pradesh e Chattisgarh), ma ha conquistato alla grande il Rajasthan, sfiorando il colpaccio della maggioranza assoluta anche a New Delhi.

Questo scenario ha fatto dire alla Gandhi che:

“Dobbiamo capire immediatamente le molte ragioni che hanno portato a questa situazione” trattandosi di una emergenza che richiede da parte di tutti una “profonda analisi”.

La vittoria del Bjp assume un significato ancora più importante perché ottenuta a pochi mesi dallo svolgimento delle elezioni generali previste per il prossimo maggio, ed in cui il Bjp ha candidato il potente governatore del Gujarat, Narendra Modi. In casa del Congresso, invece, la situazione è ancora abbastanza confusa, ma i principali leader hanno cercato di sdrammatizzare sostenendo che questo era un test amministrativo, e che in occasione dell’appuntamento politico, i criteri scelti dagli elettori saranno totalmente diversi.

Comunque, è evidente che vi sarà un cambio generazionale. Il premier ultraottantenne Manmohan Singh sembra destinato a ritirarsi definitivamente, e la candidatura di aspirante premier in vista della consultazione elettorale dovrebbe passare al figlio di Sonia, Rahul Gandhi. Quest’ultimo ha già realizzato delle uscite elettorali, ma per il momento non hanno ottenuto il successo di consensi sperato. Scrive il Corriere della Sera:

Sonia dovrà decidere se Rahul — 43 anni, continuatore designato dell’impegno politico della famiglia Gandhi — è l’uomo giusto per seguire la strada del bisnonno Jawaharlal Nehru, della nonna Indira, del padre Rajiv e di lei stessa. Molti ne dubitano, forse anche lui.

Il risultato elettorale indica però che gli indiani vogliono un cambiamento, che sono stanchi di otto anni di governo del Congresso e che non pensano che la novità possa venire dai Gandhi: Rahul è stato in questi mesi la figura più esposta del partito e la bocciatura lo colpisce in pieno. Tra l’altro, finora non è stato in grado di essere convincente in nessuna competizione elettorale, dando l’impressione di non amare il mestiere che fa.

Infine, si deve segnalare che si respira un’aria di legittima soddisfazione in casa dell’App, il partito di Kejriwal che ha per simbolo la tipica scopa indiana, necessaria “per fare pulizia e mandare a casa i politici tradizionali” Nella sua prima intervista dopo aver preso conoscenza dei risultati a New Delhi, il leader, riconoscibile per la inseparabile ‘bustina’ sul capo in stile Mahatma Gandhi, ha detto con orgoglio che “oggi la gente comune ha sconfitto i potenti al potere”.