Putin, la caduta dello zar: maggioranza risicata al voto, solo 13 seggi

Pubblicato il 5 Dicembre 2011 8:33 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2011 8:56

Vladimir Putin

MOSCA – Il partito Russia Unita di Vladimmir Putin ha vinto le elezioni con il 49 per cento dei consensi. Una vittoria risicata e che ha deluso i filo-Cremlino che in pizza a Mosca, visti gli exit-poll, hanno rinunciato ai festeggiamenti. Lo “zar” Putin è in caduta, ha perso i consensi con questa nuova candidatura ed ha guadagnato una maggioranza risicata rispetto alle aspettative. Russia Unita ha la maggioranza assoluta dei seggi (238 su 450) in virtù del meccanismo proporzionale del voto legislativo del 3 dicembre, che prevede la redistribuzione dei consensi raccolti dai partiti che non hanno superato lo sbarramento del 7% (Iabloko, i Patrioti della Russia e Causa Giusta). Il partito comunista invece con il 20 per cento dei voti segna un massimo storico di consensi che non riceveva dalla caduta dell’Urss 20 anni fa. Le manifestazioni non autorizzate che sono ante nelle piazze per contestare Putin hanno portato all’arresto di 260 persone.

Il partito del premier ha una maggioranza risicata di appena 13 voti, ma che sarà sufficiente per governare autonomamente. In precedenza Russia Unita aveva invece i due terzi dei seggi (315 su 450), una maggioranza qualificata anche per eventuali modifiche costituzionali. Modifiche per le quali ora avrà bisogno di alleanze, non così difficili da trovare, soprattutto con i liberaldemocratici, ma anche con Russia Giusta.

Doveva essere la consacrazione di una nuova vittoria del duo Putin-Medvedev, ma il raduno dei filo-Cremlino convocato la sera del 3 dicembre davanti al Bolshoi si è mestamente sciolto dopo l’arrivo dei primi exit-poll. Dal palco allestito di fronte al Bolshoi sormontato da due enormi ritratti di Medvedev (la festa era per lui, il capolista), l’annuncio degli exit poll che doveva essere il clou della serata è arrivata con mezz’ora di ritardo abbondante. Centinaia di bandiere tricolori sventolavano tra musica pop e reggae, ma in piazza grande la sorpresa si è trasformata presto in delusione: “così poco? Colpa dell’enorme campagna contro Russia Unita su Internet”, hanno commentato in molti. Non è passato molto tempo che i capisquadra dei vari gruppi di sostenitori hanno ordinato di svuotare la piazza, avvilita dal deludente risultato.

Sono 260, secondo l’ultimo bilancio aggiornato della polizia, le persone fermate ieri a Mosca per manifestazioni non autorizzate che avevano come obiettivo quello di contestare la legittimita’ del voto legislativo. Lo riferisce l’agenzia Interfax citando fonti delle forze dell’ordine.  Altre 65 persone sono state fermate a San Pietroburgo, e 25 a Nizhni Novgorod. In totale, secondo la polizia, si tratta di 350 persone.

Aveva ragione forse Alexiei Navalni, il più popolare blogger russo anti corruzione, quando vaticinava che i recenti fischi a Putin sul ring di uno stadio erano “la fine di un’epoca”. L’ex agente del Kgb Vladimir Putin resta “l’uomo forte” del Paese ma da oggi è uno zar meno forte e dovrà fare i conti con un Paese che sta cambiando: la sua terza corsa al Cremlino parte in salita. Il suo consenso è ancora ampio ma si sta velocemente erodendo, come suggerisce il voto del 3 dicembre. Secondo recenti sondaggi, la sua popolarità fa ancora invidia a qualunque leader occidentale ma è scesa al suo minimo storico: 61%, venti punti in meno di quando concluse nel 2008 il suo secondo mandato di presidente. Dopo quattro anni da premier, ha deciso di tornare al Cremlino, che aveva lasciato al suo fido “prestanome” Dmitri Medvedev per non violare il divieto di due presidenze consecutive.