Elezioni Usa. Midterm un referendum su Trump: come leggere i risultati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 novembre 2018 9:23 | Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2018 10:14
Elezioni Usa. Midterm un referendum su Trump: come leggere i risultati

Elezioni Usa. Midterm un referendum su Trump: come leggere i risultati

ROMA – L’America vota per rinnovare il Congresso. L’America vota sui primi due anni di Donald Trump alla Casa Bianca. Mai come questa volta le elezioni di metà mandato (Midterm) negli Stati Uniti sono un referendum sul presidente in carica. Il tycoon lo sa, e nelle ultime ore non si è risparmiato su e giù per il Paese, in un tour de force che lo ha portato negli Stati in cui vanno in scena le sfide decisive per un posto alla Camera, un seggio al Senato oppure una poltrona da governatore.

Florida, Texas, Georgia, Indiana, Missouri, Ohio. In gioco c’è il destino dell’agenda di Trump, tutta ispirata alla dottrina dell’America First, l’America prima di tutto, e in prospettiva anche le chance di rielezione alle presidenziali del 2020.

Cosa si vota. Il 6 novembre gli elettori americani sono chiamati a rinnovare 35 seggi su 100 al Senato (dove attualmente la maggioranza è repubblicana, 51 a 49), l’intera Camera (435 seggi, dove i repubblicani sono maggioranza con 240 seggi contro i 195 democratici), 36 governatori dei 50 Stati federali e in molti di questi si voterà per una lunga serie di referendum, dalla liberalizzazione della marijuana per uso ricreativo alla tassa sui big della Silicon Valley per aiutare i senza tetto.

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Senato ai repubblicani, Camera ai democratici? Gli ultimi sondaggi danno ancora i democratici in vantaggio alla Camera, dove si rinnovano tutti e 435 i rappresentanti, mentre in Senato (che sarà rinnovato per un terzo) i repubblicani sembrano tenere. Se venissero confermate le intenzioni di voto, ci troveremmo di fronte a una situazione abbastanza “normale”: gli elettori avrebbero cioè temperato il potere assoluto del presidente, sfilandogli un ramo del Parlamento, ma il presidente riuscirà comunque a cantare vittoria. Preparandosi peraltro anche l’alibi  per la prossima campagna elettorale su alcuni impegni disattesi (colpa dei democratici). 

Se Trump riuscisse nel miracolo di tenere anche la Camera sarebbe la prova che l’America ha definitivamente svolato a destra, regalandogli un mandato inattaccabile e senza poteri concorrenti. Se invece i democratici riuscissero a prevalere anche al Senato, vorrebbe dire che la presidenza Trump è avviata sul piano inclinato del declino, due anni da anatra zoppa per la concomitante opposizione di Camera e Senato, con sullo sfondo lo spettro dell’impeachment. 

C’è chi evoca una ‘blue wave’ (importante: in Usa blu sono i democratici, rossi i repubblicani), l’onda blu che travolgerebbe il partito del presidente e che farebbe riconquistare ai dem la maggioranza di almeno uno dei due rami del Congresso. Ma nessuno scorda la cocente delusione del 2016, quando Hillary Clinton era favorita per la Casa Bianca e invece subì una sconfitta shock, una ferita che ancora oggi brucia.