Enrico Letta: “Mai in Siria senza l’ok dell’Onu. Soluzione politica possibile”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 settembre 2013 12:47 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2013 12:47
Enrico Letta: "Mai in Siria senza l'ok dell'Onu. Soluzione politica possibile"

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta (Foto Lapresse)

ROMA – “L’Italia non interverrà mai in Siria senza l’ok dell’Onu”: lo ha ribadito il presidente del Consiglio italiano, Enrico Letta, intervenuto alla Camera. Una precisazione non scontata, vista la firma del documento proposto dagli Stati Uniti al G20 di San Pietroburgo. 

Letta sposa la linea della Russia e preme per la convocazione della conferenza di Ginevra 2. “La soluzione politica è possibile”, ed è la risposta da dare all’emergenza siriana, secondo Letta. Proprio da Mosca per il premier sono arrivati “segnali incoraggianti. Mi riferisco alla proposta russa di sottoporre l’arsenale chimico sotto controllo internazionale”.

Alla Camera il presidente del Consiglio ha rinnovato la “condanna netta e inequivocabile nei confronti delle armi chimiche”, che rappresentano “un crimine contro l’umanità. Ma il conflitto civile in Siria ”ha tutti i connotati di una guerra per procura”, il che implica che ”la soluzione va cercata a livello regionale”. Letta ha detto che tra gli elementi che ”ritardano il processo negoziale” vi è anche la ”vischiosità dell’opposizione siriana”.

Letta ha ripetuto che “l’Italia non parteciperà a interventi militari in assenza di un mandato preventivo dell’Onu”, sottolineando che occorre raddoppiare gli sforzi me che “uno spazio per una soluzione alternativa esiste ancora. Non voglio farmi illusioni: la strada diplomatica resta in salita, per conquistare consistenza” ha bisogno di verifiche. Ma è una “strada da battere con determinazione e volontà. La comunità internazionale non può restare inerte, questi crimini sono inaccettabili, non possono godere di impunità. Ora dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi affinché il Consiglio di Sicurezza dell’Onu possa adottare misure incisive. Lo spazio per una soluzione politica esiste, esiste ancora. La strada diplomatica resta in salita, servono garanzie e verifiche, ma si tratta di una strada da battere con convinzione. La soluzione politica è l’unica soluzione praticabile”.