Appalti eolico: Carboni tentò di avvicinare i magistrati dell’inchiesta G8

Pubblicato il 12 luglio 2010 16:11 | Ultimo aggiornamento: 12 luglio 2010 16:49

Gli arrestati dalla Procura di Roma, nell’ambito dell’inchiesta stralcio sugli appalti per l’eolico, l’imprenditore Flavio Carboni, l’ex esponente della Dc campana, Pasquale Lombardi e l’imprenditore napoletano, Arcangelo Martino, intendevano avvicinare anche i magistrati di Firenze che indagavano sul G8 e sugli altri eventi affidati alla Protezione civile.

Il dato emerge dall’ordinanza dei provvedimenti di custodia cautelare emessa dalla procura capitolina.

Secondo chi indaga il gruppo utilizzava l’associazione culturale “Centro studi giuridici per l’integrazione europea Diritti e Libertà” di Lombardi come strumento “per acquisire e rafforzare utili conoscenze nell’ambiente della politica e della magistratura”.

Tra le iniziative, poi annullate in seguito al fallito intervento di fare accogliere il ricorso elettorale della lista “Per la Lombardia” di Roberto Formigoni e organizzate tramite l’associazione culturale, “l’invito al convegno milanese programmato per il marzo 2010 (e poi annullato) rivolto ai magistrati della Procura di Firenze dopo l’esecuzione di alcune misure cautelari ad opera di quell’ufficio, nel mese di febbraio 2010, in relazione ad alcune ipotesi di reato che coinvolgevano rappresentanti della pubblica amministrazione, del mondo politico e dell’imprenditoria”.