Esce “Game change” libro scandalo sulla campagna Obama

Pubblicato il 11 Gennaio 2010 20:17 | Ultimo aggiornamento: 12 Gennaio 2010 17:11

Barak Obama

Si chiama “Game Change” il libro scandalo uscito oggi 11 gennaio negli Usa e che rivela i retroscena, anche scabrosi, delle elezioni presidenziali del 2008. Prima fa tutte l’opposizione iniziale di Michelle alla candidatura del marito. Reticenza che sfiorò il ricatto tanto che la first-lady fece promettere a Obama di smettere di fumare prima di ottenere il suo consenso per candidarsi alla Casa Bianca.  Tra le perplessità di Michelle la sicurezza dell’attuale presidente degli Stati Uniti e della sua famiglia durante la campagna, e i riflessi negativi sulla loro vita familiare.

E non è tutto. In un acceso incontro tra Obama e il senatore Ted Kennedy, lo scomparso alfiere democratico, l’ex presidente Bill Clinton sarebbe ricorso a una metafora razzista per convincerlo ad appoggiare la candidatura alla Casa bianca della moglie Hillary contro l’astro nascente nero: «Fino a qualche anno fa, uno come lui» avrebbe detto «poteva solo servirci il caffè».

Nel corso delle primarie democratiche, inoltre, la stessa Hillary avrebbe chiesto allo staff di fare trapelare ai media che in gioventù Obama «prese cocaina». Ma secondo il libro edito dalla Harpers Collins, i tentativi della coppia di silurare la candidatura di Obama si dimostrarono controproducenti. Infuriato, Kennedy si schierò contro i Clinton, e Hillary dovette zittire i due soli consiglieri, Mark Penn e Billy Shaheen, pronti a denunciare il presunto passato uso della droga di Obama.

Gli autori del libro, Mark Halperin, un giornalista di “Time” , e John Heilemann, un giornalista di rivista “New York Magazine”, hanno tratto queste e altre rivelazioni da oltre 200 interviste con altrettanti protagonisti delle elezioni del 2008.

Stando a queste testimonianze, furono Kennedy e il leader democratico del Senato Harry Reid, assieme a molti colleghi, a lanciare lo sconosciuto Obama: temevano che gli elettori bocciassero Hillary a causa degli scandali del marito, primo tra tutti la tresca con la stagista della Casa Bianca, Monica Lewinsky, negli anni novanta. Ma diversamente Kennedy, Reid avrebbe in seguito tradito un razzismo latente, descrivendo Obama come un afro americano «dalla pelle chiara, senza la cadenza verbale dei negri».

E proprio Reid, alle anticipazioni del libro, ieri ha porto le sue scuse al presidente «per l’infelice scelta di parole e l’improprio commento», affermando di avere la massima stima di lui, e ricordando di essersi sempre battuto per la integrazione razziale. Obama ha accettato le scuse dicendo: «Per me è un capitolo chiuso».

La campagna elettorale mise in luce il carisma di Obama, che venne soprannominato dal suo entourage «il Gesù nero», e che eclissò il «terzo uomo» John Edwards, un candidato «mostro di vanità ed egoismo» scrivono Halperin e Heilemann, inviso alla leadership democratica (Edwards si affossò poi da solo, tradendo la moglie malata di cancro, uno scandalo che indignò l’America). Dopo le elezioni, Obama offrì con generosità a Hillary la segreteria di stato. La ex first lady esitò, spiegando di avere un problema: «E’ mio marito con i suoi trascorsi, se io accetto sarà un circo». Un’ammissione sorprendente, che il presidente superò d’impeto sottolineando di avere bisogno di lei: «Devo concentrarmi sulla crisi economica, mi serve il tuo aiuto».

Le rivelazioni del libro potrebbero costare molto care ai democratici, che alle elezioni congressuali del prossimo novembre rischiano di perdere la maggioranza al Senato se non alla Camera a causa della recessione. Ma Halperin e Heilemann non sono teneri neanche coi repubblicani. Dietro le quinte il loro candidato alla presidenza il senatore John McCain, un eroe della guerra del Vietnam, raccontano, venne messo in difficoltà dalla moglie Cindy, che avrebbe avuto una lunga relazione con un altro uomo, relazione che rimase miracolosamente nascosta.

E la loro candidata alla vicepresidenza Sarah Palin, la governatrice dell’Alaska, detta barracuda per la sua aggressività, è descritta come una incompetente, velleitaria e incapace di prepararsi ai dibattiti televisivi. Un ritratto di una parte della classe politica americana da fare venire i brividi, anche perché la Palin, che ha già seccamente smentito, è tra i papabili alla Casa Bianca nel 2012. In un sondaggio Gallup, è la donna più popolare d’America dopo Hillary, ha solo l’1% in meno di lei nei sondaggi di gradimento.