Faraoni, i reperti del Louvre tornano in Egitto

Pubblicato il 14 Dicembre 2009 20:24 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2009 20:24

Il presidente francese Nicolas Sarkozy e il suo omologo egiziano Hosni Mubarak

Da tempo l’Egitto rivendicava i reperti archeologici di epoca faraonica custoditi al Louvre di Parigi e ora le autorità del Cairo hanno vinto la battaglia.

La querelle con la Francia si è conclusa: i cinque frammenti di affreschi di epoca faraonica tornano in patria. È stato lo stesso presidente Nicolas Sarkozy a consegnare  simbolicamente il reperto più importante al suo collega egiziano, Hosni Mubarak, sancendo così il ritorno della pace tra Parigi ed Il Cairo dopo che la bocciatura del candidato egiziano, Faruk Hosni, alla corsa per la direzione dell’Unesco, aveva incrinato i rapporti tra i due paesi.

Nello stesso giorno in cui si è conclusa una lotta, probabilmente ne è iniziata un’altra: il museo parigino ha detto no alla città turca di Smirne che ha chiesto la restituzione di due antiche statue di Apollo e Giove.

Ma i due casi, del Cairo e di Smirne, sono «molto diversi», ha fatto notare subito il direttore del Louvre, Henri Loyrette, che considera del tutto «ingiustificata» la domanda di Smirne, presentata dal comune della città e non dallo stato turco. È stato infatti il sindaco di Smirne, Aziz Kocaoglu, a rivendicare le statue di marmo, esposte in questi giorni al Louvre in una mostra dedicata all’antica Smirne. Le due statue, ha spiegato il museo, sono state scoperte nel 1680 tra le rovine dell’antica città e acquistate regolarmente da Luigi XIV. Invece i frammenti di tomba egizia erano stati acquisiti dal Louvre tra il 2000 ed il 2003.