Filippine, presidente Duterte ai soldati: “Alle ribelli comuniste sparate alla vagina”

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 febbraio 2018 6:44 | Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2018 23:05

Filippine, il presidente Rodrigo Duterte (Ansa)

MANILA – Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, fa ancora parlare di sé. Durante un incontro con oltre 200 ex soldati comunisti a Malacañang avvenuto lo scorso 7 febbraio, secondo quanto riporta il Washington Post, il presidente ha ordinato ai soldati del suo Paese di sparare alle ribelli comuniste nella vagina:“C’è un nuovo ordine: noi non vi uccideremo. Noi vi spareremo solo nella vagina”, ha detto durante il discorso, aggiungendo che le donne prive di vagina sono “inutili”.

Il presidente, durante la manifestazione ha pronunciato più volte la parola “bisong”(cioè vagina). Nella trascrizione ufficiale,  la parola è stata però  omessa e sostituita da un trattino e il pubblico ha reagito con fragorose risate.

Non  è la prima volta che Rodrigo Duterte lancia messaggi di questo genere. A protestare sono state diverse organizzazioni per i diritti umani e dei gruppi di donne del Paese. Secondo Carlos H Conde, ricercatore delle Filippine per lo Human Rights Watch, l’annuncio “incoraggia le forze militari a commettere violenze sessuali durante il conflitto armato, che è una violazione del diritto internazionale umanitario”.

Il membro del Congresso Emmi de Jesus, parlando a nome del Gabriela Women’s, ha detto: “È il più pericoloso macho-fascista al governo in questo momento. Sta spingendo pericolosamente le forze armate delle Filippine a commettere sanguinose violazioni dei diritti umani e gravi abusi del diritto umanitario internazionale”.

Come racconta Federica Macagnone sul Messaggero

“Già in passato Duterte aveva scatenato dure critiche per commenti misogini. Durante la campagna elettorale del 2016, parlando della rivolta in una prigione nel 1989 in cui una missionaria australiana era stata uccisa e i detenuti si erano messi in fila per violentarla, aveva scherzato dicendo che anche lui avrebbe voluto l’opportunità di stuprarla. ‘Ma era così bella che avrei dovuto essere il primo. Che spreco’. Nel maggio dell’anno scorso, in un incontro con i soldati a Mindanao, aveva detto scherzando che, sotto la legge marziale, li avrebbe protetti dalle accuse se avessero violentato tre donne. La settimana scorsa è stato annunciato che la Corte penale internazionale sta esaminando le denunce secondo cui Duterte aveva commesso crimini contro l’umanità nella sua brutale e sanguinosa guerra contro la droga, in cui sono morte oltre 4.000 persone. Ma il presidente ha detto che non gli importava di essere incriminato e imprigionato purché gli venissero consentite visite da più di una donna. Il portavoce del presidente, Harry Roque ha respinto le accuse secondo cui Duterte è un sessista e un misogino dicendo che le femministe esagerano: ‘Voglio dire, è divertente, dai. Si ride e basta””.