Usa. Doppio raid forze speciali in Libia e Somalia, catturato esponente Al Qaeda

Pubblicato il 6 ottobre 2013 10:02 | Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2013 10:02
Abu Anas al-Liby

Abu Anas al-Liby

WASHINGTON, STATI UNITI – Doppio raid delle forze speciali americane contro il terrorismo in Africa, che in Libia hanno inflitto un duro colpo ad Al Qaeda, ma in un attacco agli Shabaab in Somalia non hanno ottenuto risultati su cui è stata fatta piena luce. Con un’operazione congiunta di corpi speciali dell’esercito, dela marina, della Cia e dell’Fbi è stato catturato in Libia, per le strade di Tripoli, un super-ricercato di Al Qaeda, Nazih Abdul-Nahob al Ruqai, incriminato negli Usa come la “mente” degli attacchi alle ambasciate americane in Kenya e in Tanzania del 7 agosto 1998 in cui morirono complessivamente 224 persone. Il terrorista, nome di battaglia Abu Anas al-Liby, e’ ora sotto la custodia americana.

La notizia del doppio blitz è stata confermata al New York Times da una fonte ufficiale Usa che ha chiesto l’anonimato e subito rilanciata dai media. In Somalia sono entrati in azione i Navy Seals, il corpo d’elite che uccise Osama bin Laden, che emersi prima dell’alba dalle acque dell’Oceano Indiano hanno compiuto un raid, con l’appoggio di elicotteri, contro i miliziani di Al-Shabaab, legati ad Al Qaeda, che hanno rivendicato la paternita’ della strage al centro commerciale Westgate di Nairobi nelle scorse settimane.

L’operazione si e’ svolta nella citta’ di mare di Beware. Anche questa notizia è stata confermata dalla stessa fonte, che non ha però fornito dettagli su quale fosse effettivamente l’obiettivo dei Seals nè se il leader del gruppo militante somalo, che si ritiene essere il ceceno Abu Diyad, sia stato ucciso o catturato, con informazioni contrastanti riprese e poi lasciate cadere dai media Usa. L’unica cosa che sembra certa – secondo indiscrezioni riportate dalla stampa americana citando funzionari americani – e’ che il leader degli Shabaab non e’ sotto la custodia statunitense. Si suppone che sia stato ucciso, ma – secondo quanto rivelato dalla fonte, i Seals sono stati costretti a ritirarsi prima di poter accertate l’eventuale uccisione del leader.

Un ritiro dettato – secondo indiscrezioni riferite dalla Cnn – per il “contesto ostile” in sui si sono trovati a operare, probabilmente incalzati dal fuoco nemico. Gli Shabaab hanno subito cantato vittoria, affermando di aver “respinto con perdite” l’attacco – attribuito inizialmente a un’azione congiunta britannico-turca, poi smentita dagli interessati – e asserendo di aver ferito o ucciso almeno uno degli attaccanti.

La fonte ha detto che nessun Seal è rimasto ferito nell’operazione. Il raid e’ il piu’ significativo in territorio somalo dall’attacco di quattro anni fa con cui era stato ucciso Saleh Ali Saleh Nabhan, una delle menti di Al Qaeda. Quanto alla cattura in Libia di Abu Anas al-Liby, essa mette fine a una caccia all’uomo durata 15 anni e infligge un duro colpo a quello che resta dell’organizzazione originale di Al Qaeda dopo la campagna americana contro l’organizzazione.

Abu Anas al-Liby era uno degli uomini piu’ ricercati dall’America dal 2000, quando una corte di New York lo ha incriminato per il ruolo negli attacchi alle ambasciate americane di Nairobi e Dar es-Salaam. Considerato uno dei leader di Al Qaeda, Anas al-Liby sarebbe entrato in contatto con l’organizzazione del terrore agli inizi degli anni novanta. Le autorita’ libiche – secondo funzionari americani – sarebbero state avvertite in anticipo a differenza di quanto accaduto con il Pakistan, dove un team di Seals su elicotteri uccise bin Laden sconfinando nel Paese senza avvertire il governo di Islamabad.