Hollande: “La Siria è una minaccia. Vi spiego perchè Assad deve andarsene”

Pubblicato il 6 Luglio 2012 10:03 | Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2012 10:47
Francois Hollande

Francois Hollande (Lapresse)

PARIGI – La Siria rappresenta una “minaccia per la sicurezza internazionale”. E’ l’allarme lanciato dal presidente francese Francois Hollande, che si è rivolto alla Russia, e chiedendo sanzioni più dure contro il regime di Damasco, aprendo a Parigi la conferenza dei Paesi “Amici della Siria”.

Bashar al Assad “deve andarsene, nell’interesse della Siria, dei Paesi vicini e di tutti quelli che sono interessati alla pace nella regione”, ha proseguito Hollande nel corso dell’incontro. Hollande ha poi chiesto che siano incrementati gli aiuti umanitari per la Siria.

“Mi rivolgo a chi non è presente – ha dichiarato Hollande davanti alla platea gremita di un centinaio di delegazioni fra paesi arabi e occidentali – siamo arrivati a un punto della crisi siriana in cui non è più discutibile che sia diventata una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale”. Poi l’inquilino dell’Eliseo ha elencato i cinque punti del suo piano.

Primo: i crimini commessi dal regime di Damasco non resteranno impuniti e i responsabili saranno giudicati dalla Corte penale internazionale. Secondo: la comunità internazionale dovrà rafforzare le sanzioni già in atto contro i “responsabili delle atrocità”.

Sarà inoltre necessario, ha proseguito Hollande, “aumentare il sostegno all’opposizione democratica soprattutto attraverso i diversi mezzi di comunicazione. Il quarto pilastro dell’azione internazionale proposta dai francesi consiste nell’organizzazione di un sistema di aiuti umanitari efficaci per andare a sostegno delle popolazioni colpite”. Infine la promessa che la comunità internazionale aiuterà il popolo siriano a ricostruire il paese dopo il conflitto.

Il generale Manaf Tlas, uno dei comandanti delle Guardie Repubblicane siriane, “ha lasciato il Paese e si sta recando a Parigi”. Lo ha confermato all’agenzia Reuters una fonte vicina alla famiglia del militare, figlio dell’ex ministro della Difesa di Damasco, ed ex sodale del presidente Bashar al Assad.