Frattini: “Scambio fruttuoso”. Poi Gheddafi ricatta l’Europa e sfratta gli Usa

di Lucio Fero
Pubblicato il 31 Agosto 2010 14:55 | Ultimo aggiornamento: 7 Settembre 2010 17:34
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Gheddafi col ministro degli Esteri Frattini

Franco Frattini è uomo prudente e ministro scrupoloso, infatti le dichiarazioni se le prepara prima, prima dei fatti a cui si riferiscono. Infatti, a proposito di Gheddafi e l’Italia, l’altra sera ha detto: “Un articolato scambio di affari di reciproca soddisfazione”. Frattini la frase l’aveva in testa da giorni, l’aveva scritta e mandata a memoria nel pomeriggio. A sera Gheddafi dirà: “L’europa dia alla Libia cinque miliardi l’anno se vuole evitare di essere invasa dagli immigrati africani e diventare come l’Africa”. In italiano, e anche in inglese, francese, spagnolo e tedesco, un simile parlare si chiama ricatto e non “scambio d’affari”. Ma Frattini che ne poteva sapere, è incolpevole e giustificato, lui della politica estera di Gheddafi che ne sa, quel che pensano i leader delle altri nazioni mica glielo riferiscono. In generale, figurarsi Gheddafi.

Non contento e per nulla sazio, Gheddafi ne ha rifilata un’altra al governo ospitante, quello italiano. Ha detto che vuole il Mediterraneo percorso solo da flotte militari di “paesi rivieraschi”. L’unica flotta di paesi “non rivieraschi” nel Mediterraneo è quella degli Usa. Che incidentalmente ha le vsue basi guarda caso in Italia. Italia che ha con gli Usa precisi accordi internazionali al riguardo. Quindi l’invito allo sfratto dal Mediterraneo alla flotta statunitense è stata fatta in casa del paese e del governo che dovrebbe appunto dare lo sfratto. In termini diplomatici si chiama provocazione, anzi sgarbo. Ma di ricatto e sgarbo Frattini non sapeva. A lui avevano detto che c’erano appalti in arrivo per Impregilo, Eni, Enel e altre grandi aziende tricolori. Era rimasto al pomeriggio Frattini, la sera di Gheddafi lo ha sorpreso. La prossima volta proverà ad informarsi meglio. A meno che non consideri “scambio articolato e fruttuoso” il simpatico tentativo di estorsione di miliardi all’Europa e una “soddisfazione reciproca” dare un calcio nel sedere, sia pure solo a parole, al Dipartimento di Stato, quello di Washington.