G8/ Approvata la dichiarazione sull’Africa. Primo accordo storico sull’acqua. Impegno comune anche contro i pirati. Parte il corteo dei no global

Pubblicato il 10 Luglio 2009 11:39 | Ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2009 14:38

«È necessario attivarsi rapidamente per permettere il rilancio della crescita ed attuare misure adeguate per proteggere i più vulnerabili». E’ quanto si legge nella dichiarazione, approvata all’Aquila, tra i Paesi G8 e quelli africani. Gli “Otto” hanno così reiterato «i propri impegni, inclusi quelli di Gleanagles e del G20 di Londra», che stabiliscono che la metà degli aiuti annui dai paesi ricchi, vadano alle nazioni subsahariane.

I Grandi della terra uniti ai Pesi africani si sono inoltre impegnati a mobilitare almeno 15 miliardi di dollari in tre anni per combattere la fame.Nella stessa dichiarazione è stato sottolineato anche l’impegno a «mantenere sforzi collettivi per combattere più efficacemente tutte le forme di criminalità e di crimine organizzato, inclusa la pirateria al largo delle coste dell’Africa orientale».

Sempre oggi i leader del G8, riuniti con i paesi africani, hanno approvato la dichiarazione sull’acqua. È la prima volta che si raggiunge un accordo del genere. Gli stessi leader africani avevano chiesto questo parternariato nel vertice tenuto lo scorso anno dall’unione africana a Sharm El Sheikh. Nella dichiarazione si afferma la determinazione «a costruire una partnership più forte tra paesi africani e quelli del G8 per allargare l’accesso all’acqua e all’igiene pubblica, basata sui principi della responsabilità condivisa».

Ancora oggi 9 milioni di persone non hanno accesso a una fonte di acqua potabile e 2,5 miliardi non dispongono di servizi igienici di base. Circa 2 milioni di bambini muoiono ogni anno per problemi legati alla carenza di acqua e servizi igienici.

Intanto intorno all’1.30 a Paganica è partito il corteo contro il G8. Circa cinquemila persone arrivate con i pullman da Roma,  Napoli, Bari, Catania ed altre località. Molte le bandiere rosse, presenti anche i Cobas. Ad aprire il corteo un lungo striscione con su scritto “Voi G8 siete il terremoto, noi siamo tutti aquilani/e”.

Il corteo, autorizzato dalla Questura, si snoderà lungo un percorso di otto chilometri che toccherà quattro tendopoli – quella di Paganica, le due di Bazzano e quella di Sant’Elia – i cui occupanti saranno invitati dai manifestanti a unirsi a loro. Ma sono pochi e alla spicciolata gli aquilani che stanno prendendo parte alla manifestazione.

L’itinerario passerà anche davanti a Onna, uno dei centri maggiormente colpiti dalla furia del terremoto del 6 aprile. Un dispositivo di vigilanza rafforzato è stato organizzato non solo lungo l’itinerario del corteo, ma anche in prossimità dei cantieri.