G8, niente accordo sulla Siria. Terrorismo: no al pagamento di riscatti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Giugno 2013 14:50 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2013 14:50
G8, niente accordo sulla Siria. Terrorismo: no al pagamento di riscatti

I leader del G8 (Foto Lapresse)

LOUGH ERNE (IRLANDA DEL NORD) – Il G8 nordirlandese si chiude con un nulla di fatto sulla Siria. Avrebbe dovuto essere il tema principale sul tavolo dei leader degli otto grandi Paesi ma l’opposizione della Russia alla linea interventista degli Stati Uniti, seguiti a ruota da tutti gli europei, ha bloccato l’accordo. Sul versante di politica estera e lotta al terrorismo si è raggiunta invece un’intesa per quanto riguarda i rapimenti da parte di organizzazioni terroristiche: no al pagamento di riscatti. E i G8 hanno anche rivolto un appello alle società che operano all’estero perché facciano lo stesso.

Nel documento finale del vertice di Lough Erne, quindi, nessun riferimento al destino di Bashar al Assad, ma il sostegno a Ginevra 2, una nuova conferenza per raggiungere una soluzione politica in Siria.

La Russia si oppone all’istituzione di una no fly zone chiesta dagli Stati Uniti. Secondo Vladimir Putin aiuterebbe solo i terroristi islamici. Del resto visti i risultati degli interventi sugli altri Paesi mediorientali Mosca (che ha già da affrontare il terrorismo ceceno in casa) preferisce andare cauta. Gli Usa hanno intanto stanziato 300 milioni di dollari in aiuti umanitari da destinare ai profughi e alle vittime del conflitto siriano.

Ma proprio sul versante del terrorismo si è raggiunto l’obiettivo di un no al pagamento dei riscatti nel caso di sequestri, fortemente voluto dal premier britannico David Cameron, che su Twitter l’ha subito definito ”un altro risultato della presidenza britannica del G8”.

Secondo alcuni calcoli, solo negli ultimi tre anni è stato pagato l’equivalente di 70 milioni di dollari per il rilascio di occidentali presi in ostaggio, con una media di 2,5 milioni di dollari (1,59 milioni) per vittima. Soldi che sono finiti nelle casse nelle casse di organizzazioni terroristiche, come al Qaida e i talebani, riferisce la Press Association, ricordando che il Regno Unito già esclude i pagamenti, al contrario di altri Paesi. Sotto accusa soprattutto l’Italia, considerata molto “morbida” nel negoziare con i terroristi.

Visioni più comuni sul piano economico. Nel documento finale i G8 sottolineano come sia una ”urgente priorità promuovere la crescita ed il lavoro, particolarmente per i giovani ed i disoccupati a lungo termine”. Per farlo ci sono tre ricette: ”Sostegno alla domanda, sicurezza delle finanze pubbliche e riforme”.

Come più volte ribadito da Mario Draghi, presidente Bce, anche per i G8 l’Europa deve proseguire l’applicazione degli accordi dell‘Unione bancaria perché ”fortemente necessaria” per ridurre la frammentazione finanziarie. E la ”sostenibilità di bilancio deve andare insieme a strategie di crescita ben definite”, incluse le ”riforme strutturali” mirate a crescita.