G8/ Sul clima “la Cina tiene in ostaggio il mondo”. L’analisi di Franco Venturini sul Corriere della Sera

Pubblicato il 9 Luglio 2009 11:41 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2009 11:41

«Non è forse vero, in tema di crisi economica e finanziaria, che la Cina ha stimolato il suo mercato interno più di chiunque altro e continua a crescere dell’otto per cento? Non è forse vero che la Cina finanzia buona parte del deficit statunitense?». Esordisce così Franco Venturini nel suo editoriale sul “Corriere della Sera”, analizzando il peso di Pechino al G8.

Le scelte del grande assente del primo giorno, il presidente Hu Jintao, contano sugli accordi che verranno presi al summit de L’Aquila, soprattutto in tema di ambiente. Lo scetticismo mostrato dalla Cina riguardo alla riduzione del 50 per cento dei gas serra entro il 2050 potrebbe fare vacillare tutti i buoni propositi degli Otto Grandi per tamponare l’emergenza del riscaldamento globale.

«Senza la partecipazione di Cina e India l’accordo di ieri rischierebbe di giungere moribondo alla conferenza di Copenaghen incaricata di disegnare il dopo Kyoto. Perché senza Cina e India gli stessi europei danno diverse interpretazioni dei loro accordi in sede Ue, figurarsi gli americani. Oggi, insomma, l’assenza di Hu si farà sentire. Forse anche lui direbbe no. Ma soprattutto è improbabile che la sua acefala delegazione dica sì. E così dovrà ricominciare quella rincorsa della Cina che oggi, come mai prima, tiene in ostaggio il mondo».