G8/ Alla vigilia del vertice la stampa estera attacca l’amministrazione Berlusconi sul fronte politico

Pubblicato il 7 Luglio 2009 12:36 | Ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2009 14:09

Stavolta l’attacco all’amministrazione Berlusconi non è diretto alla vita privata del primo ministro italiano ma tocca invece il versante politico. Alla vigilia del G8 dell’Aquila la stampa estera si scaglia ancora contro il presidente del consiglio, ma lo fa criticando il modo in cui il governo italiano ha organizzato, o meglio, non ha organizzato il vertice.

Tutto è partito dal  quotidiano britannico The Guardian che stamattina ha pubblicato la notizia secondo cui l’Italia potrebbe non partecipare ai prossimi G8, rimpiazzata dalla Spagna.

Crescono infatti le voci secondo cui gli altri stati membri del summit starebbero pensando di estromettere il nostro paese dal prossimo vertice, visti i problemi che ci sono stati durante i preparativi all’Aquila. «Gli italiani sono stati terribili nell’organizzazione del summit. Senza né metodi né programmi chiari e definiti».

Il giornale britannico scrive che, negli ultimi giorni, gli Stati Uniti hanno preso il controllo della situazione, organizzando una «teleconferenza tra gli sherpa, in un ultimo disperato tentativo di inserire obiettivi nel summit».

E ancora, cita un analista della New York University, Richard Gowan, che critica duramente la presidenza di Silvio Berlusconi e sottolinea come  i preparativi al G8 siano stati caratterizzati «dal caos dall’inizio alla fine. Sin dallo scorso gennaio gli italiani hanno confessato di non avere le idee chiare sul summit e si erano detti disposti a seguire eventuali istruzioni dall’amministrazione Obama».

Il prossimo anno potrebbe essere la Spagna a rimpiazzare il nostro paese, visto anche che ha un reddito pro capite maggiore di quello italiano. Alcuni alti funzionari occidentali hanno definito infatti il G8 «un club con la sua quota partecipativa da pagare», quota che l’Italia non sta pagando.

Arriva pronta la risposta del ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, che commenta così la notizia apparsa sul quotidiano inglese: «Spero che esca il Guardian dai grandi giornali del mondo». Frattini sottolinea anche che per quanto riguarda la teleconferenza tra gli sherpa c’è stato un fraintendimento. La teleconferenza c’è stata, questo è vero, ma è stata organizzata da Washington in vista del G20 di Pittsburgh.