G8, ultimo giorno: lotta a evasione fiscale e terrorismo. Occhi su Libia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Giugno 2013 12:20 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2013 13:01
G8, ultimo giorno: lotta a evasione fiscale e terrorismo. Occhi su Libia

I leader dei G8 in Irlanda del Nord (Foto Lapresse)

LOUGH ERNE (IRLANDA DEL NORD) – Dalla lotta all’evasione fiscale a quella al terrorismo: sono i temi dell’ultima giornata di G8 a Lough Erne, in Irlanda del Nord (Regno Unito).

Prima di affrontare il problema spinoso dei paradisi fiscali David Cameron, Angela Merkel, Enrico Letta, Francois Hollande, Barack Obama, Valdimir Putin, Shinzo Abe e Stephen Harper (per l’Ue Herman Van Rompuy e Jose Manuel Barroso) discuteranno su come affrontare la situazione in Libia. A questo proposito è previsto un incontro con il primo ministro di Tripoli, Ali Zeidan, invitato ai lavori in un momento cruciale per il Paese alle prese con il problema della sicurezza, in particolare nel sud-est dove pesa la presenza di jihadisti armati.

Quello della Libia è un tema su cui l’Italia ha un suo ‘piano‘ che il presidente del Consiglio Letta illustrerà a Zidane, come ha annunciato il giorno prima al presidente americano Obama, che aveva chiesto a Roma un sostegno per affrontare la situazione nel Paese nordafricano. Piano, riferiscono fonti diplomatiche italiane, che avrà fra i punti forti la sicurezza delle frontiere.

Un accordo raggiunto tra i leader è il no al pagamento di riscatti in caso di sequestri da parte di terroristi. I capi di Stato e di governo si sono anche appellati alla società, invitandole a non pagare riscatti.

Il 17 giugno questo G8 ha segnato un punto con l’annuncio dell’avvio dei negoziati Usa-Ue per l’accordo di libero scambio sui cui una parte e l’altra dell’oceano puntato per rilanciare la crescita, ma anche il lavoro. Lavoro e crisi che restano al centro dell’agenda e della strategia dei Grandi che parlano di ”prospettive deboli” anche se con minori rischi del passato e come sul fronte del consolidamento dei bilanci sia necessario differenziare il ritmo ”in base alle differenti situazioni delle economie nazionali”.

Niente di fatto invece sul fronte Siria. L’incontro del 17 giugno tra Putin e Obama ha solo confermato ”differenze” e opinioni diverse in un clima di gelo, dominato da facce tesissime. Entrambi sono certi dell’obiettivo (cessare le violenze) ma restano divisi su come raggiungerlo.