Gb. A Giovanni Paolo II la Thatcher vietò di parlare a camere riunite

Pubblicato il 1 gennaio 2012 14:17 | Ultimo aggiornamento: 1 gennaio 2012 20:15

Giovenni Paolo II

LONDRA, GRAN BRETAGNA – Nel 1981 il primo ministro britannico Margaret Thatcher pose il veto a un discorso di Papa Giovanni Paolo Secondo alle Camere riunite del parlamento di Westminster.

Lo rivelano documenti degli archivi nazionali di Kew. Timori che il leader del partito democratico unionista dell’Ultser Ian Paisley potesse disturbare l’evento e il fatto che il papa non fosse il capo di ”una Chiesa ufficiale” in Gran Bretagna furono gli argomenti decisivi per cui un discorso dell pontefice a Westminster Hall non fu incluso nel programma della visita che si tenne l’anno successivo.

L’idea di far parlare il Papa alle camere riunite era venuta a due esponenti della camera dei Lord, Lord Bessborough e Lord Ingleby. Il Cabinet Secretary Sir Robert Armstrong, in un memorandum alla Thatcher, lo sconsiglio’ osservando che Giovanni Paolo Secondo non aveva parlato ai parlamenti francese e irlandese in altre visite ufficiali: ”Sarebbe strano che lo facesse da noi, in un Paese che ha una chiesa ufficiale di cui lui non e’ capo”.