Il generale Wesley Clark: “Putin potrebbe scatenare una nuova guerra nei Balcani”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Giugno 2019 16:07 | Ultimo aggiornamento: 13 Giugno 2019 16:07
Il generale Wesley Clark: "Putin potrebbe scatenare una nuova guerra nei Balcani" (foto Ansa)

Il generale Wesley Clark: “Putin potrebbe scatenare una nuova guerra nei Balcani” (foto Ansa)

ROMA – Wesley Clark, il generale americano in pensione che 20 anni fa guidò la campagna di bombardamenti aerei Nato contro la Serbia di Slobodan Milosevic, ritiene che nei Balcani vi sia il rischio di una nuova guerra. E, dice il generale Clark, a provocare un eventuale conflitto potrebbe essere il presidente russo Vladimir Putin.

Clark, insieme all’ex presidente Usa Bill Clinton e all’ex segretario di stato Madeleine Albright, ha partecipato a Pristina alle celebrazioni ufficiali per il 20/mo anniversario della fine dei raid alleati e dell’ingresso in Kosovo della Forza Nato (Kfor). “I Balcani sono una delle regioni che il presidente russo Vladimir Putin potrebbe trasformare in un’area di crisi”, ha detto Clark in dichiarazioni alla tv kosovara riprese dai media serbi. A suo avviso, il leader del Cremlino aspetta il momento opportuno per scatenare una crisi: “Potrebbe essere in Kosovo, in Ucraina o nei Paesi baltici”.

Le parole di Vladimir Putin.

Le relazioni tra Russia e Usa “si stanno deteriorando e stanno peggiorando”. Proprio in queste ore il leader del Cremlino, Vladimir Putin, in un’intervista alla tv Mir ripresa dall’agenzia Interfax, ha rimarcato che l’amministrazione Trump ha imposto numerose sanzioni a Mosca. Le dichiarazioni di Putin arrivano poco prima del summit del G20 in programma a Osaka il 28 e il 29 giugno e durante il quale il leader russo potrebbe incontrare il presidente americano Donald Trump.

Putin ha poi aperto all’Ucraina. “Le relazioni tra Russia e Ucraina – ha detto il presidente russo – saranno ripristinate indipendentemente dalla natura delle relazioni con le élite ucraine”.

“È inevitabile – ha spiegato – la ricostruzione delle nostre relazioni: ciò che abbiamo oggi non è una situazione normale tra parti di un popolo unico o tra due popoli fratelli, indipendentemente dai nostri rapporti con le élite, persino le élite politiche del passato, diciamo, con persone che hanno dato priorità soprattutto al successo personale, al profitto personale e al mantenimento di capitali realizzati a spese del popolo ucraino ma tenuto da qualche parte all’estero”.

“Penso – ha proseguito Putin – che questo sia il motivo per il loro amore speciale per l’Occidente, ma, si spera, la nuova leadership non abbia tali restrizioni e si senta libera, facendo affidamento sulla fiducia che gli è stata conferita dal popolo dell’Ucraina e penso che sarà in grado di agire con energia”.

Fonte: Ansa.