Germania, lo stop al nucleare della Merkel? Per l’opposizione è solo una tattica per il voto

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 15 Marzo 2011 19:45 | Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2011 19:45

Angela Merkel

ROMA – La moratoria tedesca sul nucleare? Uno stratagemma per prendere voti. E’ la tesi di un articolo dello Spiegel firmato da Florian Gathmann, Veit Medick and Philipp Wittrock.

Il settimanale tedesco scrive che, secondo i partiti di opposizione, dietro al temporaneo stop di sette delle 17 centrali nucleari del paese e alla pausa generale di tre mesi per i controlli di sicurezza dopo il caso Fukushima annunciati dalla cancelliera ci sarebbe in realtà una mossa calcolata per placare la paura della popolazione ed evitare la sconfitta nei tre appuntamenti elettorali regionali di questo mese.

Il governo tedesco in carica, scrive lo Spiegel, ha raramente mostrato il tipo di umiltà di cui ha dato prova in questa settimana, soprattutto per quanto riguarda la politica nucleare.

Lunedì sera una corrucciata Merkel parlò in conferenza stampa di “uno spartiacque per il mondo intero” e soprattutto per la Germania. “Tutto dev’essere messo sotto esame, ha detto Merkel, non ci devono essere tabù. Se c’è qualche dubbio, la sicurezza deve prevalere”.

Il terremoto giapponese ha causato una scossa nella politica tedesca. La coalizione di centro destra ha preso in mano la politica energetica nucleare. Era stata la stessa Merkel a prolungare lo scorso ottobre la vita dei 17 impianti nucleari tedeschi di una media di 12 anni, una decisione che avrebbe dovuto portare all’abbandono definitivo di questo tipo di energia in Germania entro il 2035.

La politica energetica riveste una parte importante nel programma politico dei partiti tedeschi. Il disastro di Fukushima ha accelerato i tempi. Merkel ha annunciato che i sette impianti che risalgono a prima del 1990 verranno chiusi.

Le opposizioni, scrive lo Spiegel, hanno visto questa improvvisa decisione come una tattica in vista del voto. Sospettano che il governo stia solo prendendo tempo fino al 15 giugno, per passare le elezioni in Sassonia-Anhalt, Rhineland-Palatinate e Baden-Württemberg.

In particolare, l’elezione nel Baden-Württemberg è la più importante per i cristiano-democratici (Cdu) e per i partner di coalizione, il partito libral-demicratico (Fdp). I conservatori governano il Land dal 1953, e perderlo sarebbe un duro colpo.

I sondaggi indicano un testa a testa tra i due schieramenti.

Il leader dell’Spd Sigmar Gabriel e il leader dei Verdi Jürgen Trittin, inizialmente esitanti su una “capitalizzazione” della tragedia giapponese, sembrano aver cambiato opinione per ricordare il loro stop al nucleare chiesto sin dal 2002.

I due leader, insieme ad altri membri di centrosinistra, sono scesi in piazza con 2500 persone per una manifestazione indetta davanti al pallazzo della cancelleria a Berlino. In 400 città e paesi nel resto della Germania sono circa centomila le persone scese in piazza contro il nucleare.

L’opposizione ora pensa di fare pressione su Merkel in vista di giovedì 17, quando la cancelliera riferirà in parlamento per esporre le propria nuova politica. Verdi e Spd vogliono introdurre una mozione per fissare al 2021 lo stop definitivo alle centrali, nella speranza che alcuni membri della coalizione di governo votino a favore, mettendo così in imbarazzo la cancelliera.

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