Crisi, Usa: Obama taglia le tasse all’americano medio

Pubblicato il 21 Febbraio 2009 17:54 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2009 15:56

“Per quel che abbiamo fatto, le cose negli Stati Uniti si metteranno al meglio”: Barack Obama lo ha ripetuto ben sei volte nel discorso alla radio del sabato diffuso anche su YouTube.

E il meglio stavolta ha una data e una cifra: a partire da aprile una famiglia americana media avrà in tasca 65 dollari al mese di più grazie ai tagli di tasse che oggi il presisdente ha ordinato al Tesoro.

Era una delle promesse della campagna elettorale: ridurre le tasse al 95% dei lavoratori americani.

Ma la strada davanti per la ripresa “è lunga e piena di ostacolì”, ha detto Obama alla radio mentre ieri Wall Street toccava un nuovo minimo sull’onda dei timori della nazionalizzazione delle banche e uno dei consiglieri economici della Casa Bianca, l’ex capo della Fed Paul Volcker, definiva la crisi “peggio della Grande Depressione”.

I tagli fanno parte del piano di stimolo da 787 miliardi e gli americani cominceranno a vederne gli effetti il primo aprile: “Il Dipartimento del Tesoro ha cominciato oggi a dare istruzioni ai datori di lavoro di ridurre le trattenute sugli stipendi col risultato che entro il primo aprile una famiglia americana media comincerà a portare a casa 65 dollari in più ogni mese”, ha detto Obama, secondo cui “mai prima, nella storia degli Stati Uniti, un taglio delle tasse era stato posto in atto più in fretta o diretto a un numero così vasto di lavoratori americani”.

Intanto però la crisi negli ultimi mesi ha ‘bruciato’ milioni di posti di lavoro e forti campanelli di allarme continuano a suonare a tutto campo.

Secondo Volcker, il ‘vecchio saggio’ della Fed che Obama ha chiamato al suo fianco come consigliere, l’economia globale si sta deteriorando a un passo più veloce che negli anni Trenta.

Un quadro fosco, come fosco è il panorama delineato dal guru della finanza George Soros ieri a un banchetto della Columbia University: il sistema finanziario mondiale si è di fatto disintegrato, ancora non è stato toccato il fondo e non ci sono prospettive a breve termine per una risoluzione della crisi.

LG