Giappone, con un libro la first lady mette a nudo il premier Naoto Kan

Pubblicato il 22 luglio 2010 17:07 | Ultimo aggiornamento: 22 luglio 2010 17:58

Naoto Kan

Il premier nipponico Naoto Kan finisce nel mirino di sua moglie Nobuko, che pubblicamente si chiede se suo marito, a capo del governo da inizio giugno dopo l’uscita di Yukio Hatoyama, abbia le capacità giuste per guidare il Paese.

In un libro fresco di stampa (200 pagine per 760 yen, circa 7 euro), dall’emblematico titolo-domanda ”Cosa cambierà in Giappone ora che sei primo ministro?”, la signora Kan riassume l’esperienza matrimoniale che malgrado le turbolenze regge da 40 anni, con una testimonianza sorprendente a tratti per durezza di toni.

Molte mogli di uomini di successo si chiedono in privato se i mariti abbiano messo in campo quanto dovevano, ma di sicuro poche lo hanno fatto come la First Lady della seconda economia al mondo, per di più con un libro ‘inconcepibile’ visto ‘il rispetto del silenzio’ delle consorti dei premier nipponici. Non è un caso, infatti, che raramente i giapponesi siano in grado di ricordare i nomi delle consorti dei grandi statisti della ricostruzione post-bellica, famose per la discrezione.

La regola è stata però stravolta a partire dallo scorso settembre, con l’avvento dei premier democratici: Miyuki Hatoyama, eccentrica ex ballerina, aveva mandato in stampa un libro nel quale diceva d’essere stata su Venere e di aver incontrato Tom Cruise in una vita precedente quando lui era però giapponese. E ora Nobuko Kan, 64 anni, con colti studi al Tsuda College (scuola femminile famosa per le lingue) e alla Waseda (tra le università private più prestigiose del Sol Levante), ha accettato senza rimpianti il ruolo di casalinga rivendicando il suo ”carattere spigoloso”.

”Mi chiedo – è una delle prime affermazioni del libro della First Lady che rifiuta il titolo (”è giusto per Michelle Obama, non per me”) -: va bene che quest’uomo sia primo ministro? Perché lo conosco bene”. E via con le prime pillole di critiche: non si sa vestire (spesso l’abbinamento tra cravatta e camicia fa scintille), non sa cucinare (”sa solo districarsi con i piatti istantanei”), è irascibile (Ira-Kan è il soprannome più popolare per le sue sfuriate in pubblico) e non è in grado di occuparsi delle questioni domestiche (”una volta gli ho chiesto di fare il bucato ed è stato un disastro”). Non si salva anche il discorso d’investitura da premier: ”parla meglio a braccio”.

Riconoscendogli determinazione, ostinazione e volontà di risolvere sempre problemi e ostacoli, combinate a generosità, la First Lady avanza un consiglio: per far passare le sue idee e linee politiche, incluso il rialzo dell’Iva costatogli la sconfitta elettorale al Senato, ”deve parlare alle mogli e saper ascoltare, parlare e continuare a farlo”. Legittima la domanda: perché dovrebbe riuscirci se sembra non averlo (sempre) fatto tra le mura domestiche? Il premier ha chiamato sua moglie ”l’opposizione in casa” e quanto ai commenti sul libro ha tagliato corto: ”Sono troppo spaventato per leggerlo”.