Grecia, arriva l’Austerity: tagli a tredicesime e quattordicesime, ridotti salari e pensioni

Pubblicato il 7 Maggio 2010 18:15 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2010 18:30

Il piano di austerità da 30 miliardi proposto dal premier Giorgio Papandreou in cambio di 110 miliardi di aiuti Ue-Fmi per salvare la Grecia dalla bancarotta e approvato ieri dal Parlamento, prevede una lunga serie di antipopolari misure che andranno a colpire la maggior parte dei greci, soprattutto quelli che hanno redditi medio-bassi come gli statali. Scopo di tali misure è di ridurre il deficit sotto il 3% entro il 2013. Vediamo quali sono:

Per gli statali. Tagli di indennità, della tredicesima e e della quattordicesima mensilità. Le molte indennità sino ad oggi garantite agli statali saranno tagliate sino al 10%. Gli impiegati in servizio si vedranno ridurre la tredicesima da uno stipendio base (senza indennità) a soli 500 euro soltanto per coloro con un reddito mensile al di sotto dei 3.000 euro lordi. Stesso discorso per la quattordicesima (mezzo stipendio base senza indennità) che passa a 250 euro a Pasqua e 250 a giugno ma solo per coloro al di sotto dei 3.000 euro lordi. Analogo discorso per le pensioni. Quelle al di sotto dei 2.500 euro lordi avranno un’indennità natalizia di 400 euro e due tranches da 200 euro l’una a Pasqua e giugno. Niente per i pensionati che ricevono più di 2.500 euro lordi mensili. Oltre a questi tagli, gli impiegati delle società a partecipazione statale (aziende dell’acqua, dell’elettricità e telefoniche) si vedranno ridurre il reddito del 3%. Per tutti, stipendi e pensioni saranno congelati per tre anni.

Settore privato. Impiegati in servizio e pensionati di questo settore sinora non sono stati colpiti direttamente con tagli a salari e pensioni, ma subiscono la riduzione degli straordinari, il taglio dell’indennità di licenziamento e per il datore di lavoro sarà più facile licenziarli. –

Tasse e imposte. L’Iva sulla maggior parte dei generi di consumo (già aumentata di recente dal 19 al 21%) passerà al 23%. L’Iva sui beni di consumo di prima necessità passerà dal 10% all’11% e le tasse sui generi di lusso aumenteranno del 10% come pure del 10% aumenteranno elettricità, alcolici, sigarette e carburanti.

Previdenza sociale. A partire dal 2011 ed entro il 2013 il limite di età pensionabile passerà a 65 anni per le donne. Inoltre dal 2013 il massimo pensionabile passa a 40 anni (dai 37 precedenti) e la pensione verrà calcolata in base ai contributi versati nell’arco di tutti questi 40 anni. Sino ad oggi la pensione veniva calcolata in base ai contributi degli ultimi cinque anni. Saranno inoltre abolite tutte le “baby-pensioni” ed il limite minimo per andare in pensione sarà di 60 anni per donne e uomini. Sarà attuata anche una riforma degli enti previdenziali che da oltre 100 saranno ridotti a tre.

Quanto risparmierà lo Stato. Dall’aumento dell’Iva si calcola che lo stato incasserà 800 milioni di euro all’anno; da quello dei carburanti 200 milioni; dalle sigarette 200 milioni; dagli alcolici 50 milioni. Dai tagli su tredicesime e quattordicesime degli statali in servizio i risparmi saranno sui 1.100 milioni l’anno mentre 1.500 milioni saranno risparmiati su tredicesime e quattordicesime dei pensionati.