Guantanamo/ Ministro giustizia Usa bussa alla porta dell’Europa perché accolga parte dei detenuti

Pubblicato il 29 aprile 2009 19:41 | Ultimo aggiornamento: 29 aprile 2009 19:41

Il ministro della Giustizia americano Eric Holder, in un incontro a Praga, ha chiesto ad un gruppo di suoi colleghi europei di accogliere nei loro Paesi alcuni dei prigionieri di Guantanamo liberati, a quanto informa The Huffington Post.

All’incontro hanno partecipato il commissario europeo per la giustizia, Jacques Barrot, il ministro della giustizia svedese Beatrice Ask, e il suo collega cecoslovacco Jiri Pospisil.

Il ministro dell’interno cecoslovacco, Ivan Langer, ha dichiarato di ritenere che alcuni Paesi europei, ma non il suo, accoglieranno la richiesta di Holder.

Langer ha sottolineato che l’Europa non accoglierà detenuti prima di aver assunto precise e dettagliate informazioni su di loro «perché le possibilità che possano integrarsi sono molto basse».

Langer ha aggiunto che alcuni Paesi europei sono disponibili, ma non ha precisato quali. Quanto a Holder, ha dichiarato che i colloqui avuti sono stati della «massima franchezza».

A Guantanamo restano circa 240 detenuti, una sessantina dei quali non possono essere estradati nei loro Paesi di origine per timore di rappresaglie.

Holder ha definito di «fondamentale importanza» che gli Stati Uniti forniscano tutte le informazioni possibili sui detenuti, «in modo che gli europei sappiamo esattamente chi accoglieranno nei loro Paesi».

Ma sulla questione dei detenuti di Guantanamo l’Europa è divisa. Il presidente francese Nicolas Sarkozy, in un gesto considerato solamente simbolico, ha detto che il suo Pese è pronto ad accogliere un detenuto, mentre un ministro austriaco ha dichiarato di recente che dovrebbero essere gli Stati Uniti a prenderseli tutti invece di chiedere ad altri Paesi di accoglierne una parte.

Holder sta compiendo un giro di capitali europee per discutere, oltre alla questione di Guantanamo, una serie di argomenti che vanno dalla lotta alla criminalità organizzata al traffico di pedopornografia.