Haiti. Rientrato ”Baby Doc” Duvalier, ex-spietato dittatore come il padre

Pubblicato il 17 Gennaio 2011 14:52 | Ultimo aggiornamento: 17 Gennaio 2011 14:52

Jean-Claude ''Baby Doc'' Duvalier

L’ex-dittatore haitiano Jean-Claude ”Baby Doc” Duvalier ha inaspettatamente fatto ritorno nell’isola caraibica, affermando di volersi dedicare ad aiutare nella ricostruzione del Paese distrutto dal terremoto di un anno fa.

E’ la prima volta che Duvalier, 59 anni, che a 19 anni divenne il più giovane capo di stato al mondo, ritorna ad Haiti dopo esservi stato cacciato da un’insurrezione popolare e dalle pressioni degli Stati Uniti.

Il suo ritorno, rileva la Reuters, avviene in un momento in cui Haiti, ancora il Paese più povero nell’emisfero occidentale, deve frontegiare l’incertezza politica seguita alle elezioni presidenziali e legislative del 28 novembre, i cui risultati preliminari hanno scatenato accuse di frodi e violente proteste di piazza.

Le elezioni hanno avuto luogo durante l’epidemia di colera che ha colpito l’isola, e quando essa è ancora in ginocchio dopo il terremoto che ha ucciso 300 mila persone nel gennaio del 2010.

Elegante con un vestito blu, camicia bianca e cravatta, e accompagnato dalla sua attuale moglie francese, Veronique Roy, Duvaler è arrivato all’aeroporto di Port-Au-Prince a bordo di un aereo dell’Air France proveniente da Parigi. ”Ho atteso a lungo questo momento e provo grande gioia”, ha detto l’ex-dittatore appena disceso dall’aereo, mentre suoi entusiasti sostenitori fuori dell’aeroporto gridavano ”Lunga vita a Duvalier”.

L’ex-leader, un grasso (lo è tuttora) playboy quando assunse il potere nel 1971 dopo la morte del padre, il temuto e autocratico Francois ”Papa Doc” Duvalier, ha dichiarato di essere tornato nella sua terra ”perchè so che la gente soffre”.

Ma non tutti sono felici del ritorno dell’unico membro sopravvissuto della dinastia dei Duvalier, padre e figlio, che ha segnato un’epoca durata 28 anni di corruzione e terrore. ”Aspettiamo di vedere cosa è venuto a fare, ma non abbiamo un buon presentimento”, ha dichiarato Christian Joseph, 49 anni di Port-Au-Prince, che ha vissuto sotto il regime di ”Baby Doc”.

Altri non hanno voluto parlare con i giornalisti. Uno di loro, che ha voluto mantenere l’incognito, ha detto: ”Ma state scherzando? Se parlo male di lui mi farebbe uccidere. Non conoscete Duvalier?”.

Durante il suo regime ”Baby Doc” ha inutilmente cercato di migliorare l’immagine di Haiti dopo il regno del terrore instaurato dal padre. Conscio della famigerata fama dei Tonton Macoutes, assassini al servizio del padre, non li ha destituiti, ma ha semplicemente cambiato il loro nome in ”volontari per lasicurezza nazionale”. Loro, hanno continuato a svolgere il loro vecchio mestiere.

Duvaler è fuggito da Haiti nel 1968 dopo essere stato accusato di corruzione, repressione politica e violazioni dei diritti umani. Nondimeno, nei suoi confronti non esiste alcun mandato di arresto, e la costituzione di Haiti non prevede l’esilio dei suoi cittadini. Quindi, non c’era nessun ostacolo legale al suo ritorno.

Incredibilmente, secondo quanto si è appreso, Duvalier è rientrato con un passaporto diplomatico, ma deve informare il ministero dell’Interno di dove si trova.