Hevrin Khalaf: lapidata per strada dalle milizie jihadiste che combattono per Erdogan

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Ottobre 2019 9:22 | Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre 2019 9:22
Hevrin Khalaf; la paladina curda lapidata per strada da mercenari jihadisti

Hevrin Khalaf dal suo profilo Twitter

ROMA – Non bastava l’omicidio politico per far tacere la voce più nobile della resistenza curda. Quella di una donna, Hevrin Khalaf, vittima di un agguato in autostrada. Milizie mercenarie arabo-siriane di complemento all’esercito turco invasore nel nord della Siria l’hanno trascinata fuori dalla macchina, forse l’hanno stuprata, prima di lapidarla e fare scempio del suo corpo. 

Paladina dei diritti delle donne, uccisa perché considerata un simbolo di dialogo, potenzialmente pericoloso. Hevrin Khalaf, 35 anni, segretaria generale del Partito del futuro siriano (Future Syria Party), è tra i nove civili trucidati a sangue freddo sabato in un agguato delle milizie filo-turche nel nord-est della Siria.

L’attivista curda stava viaggiando su un veicolo insieme al suo autista nel tentativo di raggiungere la città di Qamishli quando è stata fermata sull’autostrada M4 dai miliziani arabo-siriani che combattono fianco a fianco con i soldati di Erdogan e tra i quali militano anche elementi jihadisti. 

Il massacro in video

Del massacro sono stati diffusi due video in rete filmati con i cellulari dagli stessi miliziani. Nel primo si vede l’attivista circondata da uomini che indossano quelle che sembrano essere divise militari.

In un altro video, il corpo di una donna, presumibilmente di Hevrin, giace sul terreno con il viso e i capelli ricoperti di polvere. Un uomo le si avvicina e la tocca con i piedi prima di esclamare: “Questo è il cadavere dei maiali”. Funzionari americani ritengono che i due video siano autentici. Altri 7 civili sono stati massacrati nella giornata di ieri quasi con la stessa dinamica. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, “i nove civili sono stati giustiziati in diversi momenti a sud della città di Tel Abyad”.

Responsabili le milizie mercenarie al soldo di Ankara

In un primo momento la responsabilità dell’uccisione di Hevrin è stata attribuita ai jihadisti dell’Isis. Ma poi le accuse sono cadute sulle milizie filo-turche, che però negano. “Khalaf è stata trascinata fuori dalla sua auto durante un attacco sostenuto dalla Turchia e giustiziata da milizie mercenarie appoggiate da Ankara”, è la versione del braccio politico delle forze democratiche siriane a guida curda (Sdf).  “Questa è una chiara prova che lo Stato turco sta continuando la sua politica criminale nei confronti di civili disarmati”, ha accusato.

Si batteva per le donne e per la coesistenza pacifica dei curdi

Laureata in ingegneria civile, una dei leader del popolo curdo, Hevrin Khalaf si batteva per le donne ma anche per la coesistenza pacifica fra curdi, cristiano-siriaci e arabi. Apprezzata da tutte le comunità, era un personaggio molto popolare.

“Aveva un talento per la diplomazia, partecipava sempre agli incontri con americani, francesi e le delegazioni straniere”, ha ricordato Mutlu Civiroglu, analista politico curdo americano. L’ultimo intervento in pubblico contro Ankara risale al 5 ottobre scorso a Qamishli: i tentativi turchi “di occupare questa terra per difendere il suo popolo non corrispondono alla realtà”, aveva affermato Hevrin, ricordando poi che erano state le forze democratiche siriane ad aver liberato il nord-est della Siria dai gruppi terroristici.

“Noi e tutte le forze politiche respingiamo queste minacce soprattutto perché ci impediscono di creare una soluzione alla crisi siriana”. “Hevrin Khalaf – l’ha ricordata il presidente del Parlamento europeo David Sassoli – è il volto del dialogo e dell’emancipazione delle donne in Siria. La sua uccisione, opera di terroristi islamisti, più attivi dopo l’invasione dei territori curdi da parte della Turchia, è un orrore su cui la comunità internazionale dovrà andare fino in fondo!”. (fonte Ansa)