Hezbollah ricicla i soldi della cocaina. Il caso Lebanese Canadian Bank

Pubblicato il 14 Dicembre 2011 14:06 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2011 14:17

Militanti di Hezbollah

ROMA – Uomini di Hezbollah sono direttamente coinvolti nel riciclaggio di soldi provenienti dal traffico mondiale di cocaina. La messa in vendita della Lebanese Canadian Bank ha scoperchiato il vaso di Pandora dei flussi finanziari destinati ad Hezbollah confermando i sospetti e le accuse lanciate già in febbraio dall’amministrazione Obama contro il movimento libanese sciita. Che nonostante sia inserito nella lista nera delle organizzazioni terroristiche mondiali conserva un ruolo decisivo nella politica libanese.

L’apertura inevitabile dei libri contabili ha dimostrato come la Lebanese Canadian Bank non fosse unicamente il luogo di raccolta delle donazioni private dirette a Hezbollah. Alti ufficiali del movimento sciita erano direttamente coinvolti con i cartelli sudamericani della droga: si occupavano di ripulire i proventi del traffico agendo in perfetto stile mafioso. Almeno a giudicare dal commento di un investigatore secondo cui “Hezbollah opera come la famiglia Gambino sotto l’effetto di steroidi”. In Virginia un uomo di Hezbollah è accusato dalla procura federale di aver trafficato in droga e ripulito i proventi del traffico agendo in combutta non solo con i cartelli colombiani ma anche con la famigerata cosca messicana dei Los Zetas che sta riducendo il confine con gli Stati Uniti in un autentico mattatoio.

Del resto non era comprensibile il modo in cui Hezbollah continuasse a finanziarsi nonostante l’embargo internazionale e nonostante l’Iran sia sottoposta a dure sanzioni e restrizioni per i suoi tentativi di dotarsi della bomba atomica. Senza contare la Siria, altro generoso contributore della causa sciita in Libano, alle prese con una rivolta di popolo che costringe il regime di Assad a rivedere le sue priorità. Stiamo parlando della rinuncia a circa 200 milioni di dollari l’anno. La risposta è saltata fuori dando solo un’occhiata ai registri di una banca di Beirut.