Honduras/ Governo ad interim espelle diplomatici venezuelani, aumentano pressioni per reintegro Zelaya

Pubblicato il 22 Luglio 2009 9:50 | Ultimo aggiornamento: 22 Luglio 2009 10:27

Il governo ad interim honduregno ha ordinato l’espulsione di tutti i diplomatici venezuelani mentre la comunità internazionale minaccia nuove sanzioni in seguito al golpe militare del 28 giugno che ha estromesso il presidente Manuel Zelaya, sostituendolo con Roberto Micheletti, a quanto riferisce la rete televisiva CBS.

L’incaricato d’affari venezuelano, Ariel Vargas, ha dichiarato di aver ricevuto una lettera dal ministero degli Esteri di Tegugicalpa con l’intimazione per tutti i diplomatici di Caracas di lasciare l’Honduras entro 72 ore.

L’ordine di espulsione va collegato all’atteggiamento assunto dal presidente venezuelano Hugo Chavez, che è tra i principali critici della defenestrazione del suo amico ed alleato Zelaya. Il governo honduregno ha accusato Chavez di interferenza nei suoi affari interni e di aver addirittura minacciato l’intervento delle forze armate venezuelane per reintegrare Zelaya nel suo posto.

Intanto l’Unione Europea ha avvertito che imporrà ulteriori sanzioni contro il governo di Micheletti se le trattative per risolvere la crisi politica non verrà risolta. La Ue ha già congelato aiuti per 65 milioni di euro. Le trattative sono state interrotte, ma il presidente di turno della Ue, il ministro degli esteri svedese Carl Bildt, ha detto che si stanno cercando ”strade diverse” per la loro ripresa. Esse si sono svolte finora con la mediazione del presidente del Costa Rica Oscar Arias.

Il segretario di stato statunitense Hillary Clinton ha avvertito Micheletti che vi saranno ”serie conseguenze” se il suo governo continuerà ad ignorare le sollecitazioni internazionali per il ritorno al potere di Zelaya.

Nessun governo ha riconosciuto il governo di Micheletti, e sia le Nazioni Unite che l’Organizzazione degli Stati Americani hanno chiesto il reintegro di Zelaya. La situazione in Honduras è precipitata dopo che Zelaya ha cercato in indire un referendum per prolungare il suo mandato presidenziale, che scade nel 2010. La Corte Suprema honduregna, contraria al referendum, ha quindi dato il via libera ai militari per il golpe.

Dal canto suo Micheletti non è intenzionato a lasciare ed ha definito i sostenitori del golpe ”un argine” contro ”la dittatura e il comunismo” sulla falsariga del tipo di governo instaurato in Venezuela da Chavez.