Honduras/ Il paese in marcia verso Zelaya. L’ex presidente deposto rientra dalla frontiera con il Nicaragua, coprifuoco dei golpisti

Pubblicato il 24 Luglio 2009 2:39 | Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2009 2:40

Un tira e molla che va avanti da quasi un mese tiene appeso a un filo il presidente deposto Manuel Zelaya. L’Honduras prima lo ha cacciato con un colpo di Stato, poi lo rivuole, dopo ancora lo tiene ben lontano. Zelaya però non ha alcuna intenzione di lasciare la presa e rinunciare all’ingresso trionfale che prepara da settimane: vuole il suo Honduras.

Con il cappello bianco e i suoi camperos, l’ex presidente ha ripetutamente annunciato il suo rientro in pompa magna in Honduras, e i suoi cittadini più fedeli hanno già iniziato le mobilitazioni. Ad accoglierlo, ci sono le organizzazioni sindacali e sociali che hanno iniziato uno sciopero di 48 ore. Le arterie principali del paese sono bloccate, i dimostranti si stanno dirigendo verso la frontiera con il Nicaragua, militarizzata dal governo golpista. I manifestanti sono in strada, le attività commerciali sono paralizzate.

Uno sciopero generale, convocato dal Fronte Nazionale di Resistenza contro il colpo di Stato, cori, striscioni: l’Honduras è in marcia verso Zelaya.

Salvador Zuniga, dirigente del Consiglio Civico delle Organizzazioni popolari e indigene ha parlato di ”migliaia” di manifestanti in marcia verso la frontiera per accogliere il rientro di Zelaya, ”burlando” l’esercito.

Intanto il governo de facto dell’Honduras, presieduto da Roberto Micheletti, ha dichiarato i il coprifuoco sulla frontiera con il Nicaragua, dove si stanno concentrando i manifestanti che intendono accogliere il presidente costituzionale..