Hong Kong sospende legge sull’estradizione dopo le proteste

di Daniela Lauria
Pubblicato il 15 Giugno 2019 11:48 | Ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2019 11:48
Hong Kong sospende legge sull'estradizione dopo le proteste

Hong Kong sospende legge sull’estradizione dopo le proteste

HONG KONG – Hong Kong sospende la controversa legge sulle estradizioni in Cina. Lo ha annunciato la governatrice Carrie Lam, motivando la mossa “alla luce di quanto successo e, come governo responsabile”. Il riferimento è alle proteste di domenica e agli scontri di mercoledì quando la polizia ha usato proiettili di gomma, lacrimogeni e gas urticanti contro i manifestanti.

Il provvedimento di legge puntava a riformare l’estradizione nell’ex colonia britannica, consentendo la consegna di sospetti e ricercati anche verso la Cina. “Le nostre intenzioni erano sincere ed erano di colmare alcune lacune normative”, ha aggiunto la governatrice, che ha letto una dichiarazione di oltre dieci minuti prima in cantonese e poi in inglese, in cui ha ricostruito le ragioni della vicenda. “Forse non stiamo stati sufficientemente efficaci nella comunicazione, ma ora la priorità è quella di ricostruire la pace e l’ordine e la fiducia verso il governo”.

In un primo momento, la volontà era di approvare la normativa e renderla effettiva a luglio, entro “l’attuale legislatura, ma ora non è più la priorità”, ha aggiunto Lam. Dai suoi detrattori il provvedimento era invece considerato una erosione dell’autonomia dell’ex colonia e contrario allo schema seguito finora di “un Paese, due sistemi”, alla base dei rapporti tra Hong Kong e Pechino. Una frontiera fra due civiltà giuridiche: in Cina il 99% dei processi finisce con la condanna dell’imputato, nell’enclave il diritto anglosassone mantiene e manterrà fino al 2047 tutte le garanzie politiche e democratiche.

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“La legge ha provocato molte divisioni nella società, dubbi e incomprensioni” ha detto ancora, affermando di aver deciso di accogliere la richiesta di chi, in seno al governo, le consigliava di “spingere il tasto di pausa per riflettere”. E ha promesso di “mantenere il dialogo con la società, con un atteggiamento aperto”, prima di prendere la decisione sulla legge.

“Abbiamo due obiettivi, il caso di omicidio a Taiwan – ha detto Lam riferendosi al caso del ricercato per un omicidio che si era rifugiato ad Hong Kong, che il governo ha usato per motivare l’urgenza dell’approvazione della controversa misura – e la soluzione della scappatoie legali. Forse non potremmo affrontare il primo ma dobbiamo risolvere il secondo; quindi non credo, che a questo stadio, le legge possa essere ritirata”.

Lam non ha indicato per quanto tempo verrà rinviata l’approvazione della legge ma, a precisa domanda dei giornalisti, ha affermato che “al momento” la legge non viene completamente ritirata. (Fonte: Ansa)