Aol: 315 milioni di dollari per acquistare l’Huffington Post

di Dini Casali
Pubblicato il 7 Febbraio 2011 10:27 | Ultimo aggiornamento: 14 Luglio 2011 22:25

Arianna Huffington

NEW YORK – Il provider internet e colosso delle telecomunicazioni Aol sta per acquistare l’Huffington Post, uno dei blog più famosi al mondo, per 315 milioni di dollari. La notizia si legge a caratteri cubitali sullo stesso sito, che fedele alla sua vocazione di aggregatore di notizie, riporta un lancio del New York Times. L’acquisizione concretizza la volontà strategica del gruppo di creare un network leader nella produzione di contenuti:  in pratica scommette grosso sulla capacità di realizzare un gigante del giornalismo on-line.

Arianna Huffington, la geniale inventrice di un blog che può contare su 25 milioni di utenti in tutto il mondo, sarà presidente e direttore editoriale del nuovo gruppo (The Huffington Post Media Group), che integrerà i contenuti delle due aziende. Lei stessa parla di “merger of visions”, una fusione di indirizzi strategici, un modo di sottolineare il carattere non esclusivamente finanziario dell’operazione.

Partita da un investimento iniziale di 1 milione di dollari, in poco più di cinque anni la Huffington ha visto il suo blog crescere al punto di essere valutato 315 milioni. Cifra che sarà versata in contanti.

L’ambizione della nuova impresa editoriale è di allargare l’audience mondiale fino a raggiungere i cento milioni di utenti al mese. Considerato un caposaldo della politica liberal e di sinistra, l’Huffington Post è risultato molto influente anche per la recente affermazione del candidato Obama alla presidenza degli Stati Uniti. Proprio la connotazione politica orientata a sinistra potrebbe costituire, secondo gli osservatori, un limite o un ostacolo per un gruppo come Aol che si propone di intercettare visitatori su scala mondiale. Arianna Huffington ha già rassicurato gli analisti che la linea editoriale del blog non comprometterà l’immagine no-partisan e neutrale del nuovo gruppo e che “le sue idee politiche non influenzeranno il modo in cui svolgerà il suo lavoro”.

Per Aol si tratta della acquisizione più importante da quanto si è separata nel 2009 da Time Warner.