Immigrazione, dopo l’alt del giudice l’Arizona sfida Obama per la legge anti-latinos

Pubblicato il 29 luglio 2010 19:15 | Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2010 19:32

Jan Brewer

Negli Stati Uniti si è aperta una nuova battaglia legale sulla legge ‘anti-latinos’ entrata in vigore oggi in Arizona un minuto dopo la mezzanotte: normativa che però è stata fortemente depotenziata da un provvedimento della giustizia Usa, e che di fatto rappresenta ormai una ‘legge spuntata’.

”Questa non è la fine. Sono fiduciosa sul fatto che, alla fine, riusciremo a prevalere”, ha commentato il governatore dell’Arizona, Jan Brewer, firmataria lo scorso aprile della normativa anti-clandestini annunciando il primo ricorso in appello. La stessa Brewer ha chiesto ai sostenitori della legge una donazione pari a 5 dollari per finanziare i costi derivanti dalle prossime mosse giudiziarie.  I media di Phoenix hanno dato ampio spazio al fatto che gli onorari dello studio degli avvocati ingaggiato dalla Brewer per difendere la legge sono di circa 450 dollari l’ora.

Dopo le tensioni dei giorni scorsi, e la paura di milioni di immigrati, a Phoenix però sembra essere tornata la normalità. Sopportando il caldo estivo di queste ore, un centinaio di manifestanti sono rimasti in attesa del momento fatidico dell’entrata in vigore della controversa SB 1070 davanti alla sede del parlamento dello Stato: c’era un clima di stanchezza, ma anche di grande sollievo dopo che ieri il giudice Susan Bolton ha cassato alcuni degli articoli più controversi.

Il Parlamento si trova sulla diciassettesima, tra Washington e Jefferson: la strada è stata chiusa con transenne di legno, anche se sul posto non ci sono né agenti né pattuglie della sicurezza. In aria ha invece volteggiato a lungo un elicottero della polizia, mentre non lontano sono rimaste appostate decine di auto e camion dei grandi media televisivi americani, sia locali sia nazionali. Passata la mezzanotte nell’area c’erano alcuni senzatetto ubriachi, mentre altre persone senza fissa dimora dormivano alle fermate degli autobus: nessuno è stato disturbato dalle forze dell’ordine.

Un clima calmo rispetto a quello di ieri, e delle giornate scorse, che riflette il fatto che quella in vigore è in sostanza una legge ”senza denti”, come l’ha definita la Cnn. Sulla scia della grande soddisfazione con la quale le organizzazioni dei diritti civili hanno accolto la decisione della Bolton, è comunque già stato chiarito che le manifestazioni ‘anti-1070’ proseguiranno.

Nelle prossime ore non mancheranno a Phoenix marce e iniziative sia per tenere la tensione alta sia per festeggiare il fatto che ora la polizia dell’Arizona non può certo chiedere i ‘papeles’ agli immigranti solo perché hanno un ‘look’ o dei tratti ispanici. Sul fronte conservatore pro-legge, in primo luogo tra i repubblicani, sono in tanti invece a essere fortemente delusi dalla decisione della Bolton, anche se si fa notare che la partita è ancora tutta aperta. Nei prossimi giorni scatteranno infatti gli appelli, lungo un percorso giudiziario che potrebbe portare fino alla Corte Suprema.