Inchiesta G8, Cardinale Sepe davanti ai magistrati? Il secondo il 10 anni

Pubblicato il 19 Giugno 2010 18:45 | Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2010 18:45

Crescenzio Sepe

Se, come appare ormai probabile, il cardinale Crescenzio Sepe sarà ascoltato dai pm di Perugia che indagano sugli appalti per i Grandi Eventi, sarà il secondo, consecutivo arcivescovo di Napoli a dover dar conto del suo operato davanti a magistrati italiani. Il suo predecessore, il cardinale Michele Giordano, infatti, finì tra il 1998 ed il 2000 al centro di una bufera giudiziaria: la Procura della Repubblica di Lagonegro (Potenza) lo indagò per usura, perquisì la Curia di Napoli, chiese ed ottenne intercettazioni telefoniche sull’utenza del presule.

Giudicato con rito abbreviato a Lagonegro, il cardinale fu assolto nel dicembre 2000 con soddisfazione del Vaticano, che non mancò di denunciare la mancata comunicazione, a suo tempo, alla competente autorità ecclesiastica dell’emissione di un avviso di garanzia nei confronti del cardinale, secondo le previsioni dell’art.2B del protocollo addizionale dell’accordo tra la Santa Sede e la Repubblica italiana del 18 febbraio 1984.

Uno dei pubblici ministeri titolari dell’inchiesta a carico del cardinale Giordano era Manuela Comodi, che ora presta servizio alla Procura di Perugia, l’ufficio giudiziario che ora sembra intenzionato a convocare il cardinale Sepe.