India, marò. La destra accusa il governo di ”cedere a pressioni italiane”

Pubblicato il 25 febbraio 2014 10:50 | Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2014 10:50
Il leader della destra indiana Ravi Shankar Prasad

Il leader della destra indiana Ravi Shankar Prasad

INDIA, NEW DELHI – Il partito della destra indiana Bharatya Janata Party (Bjp), che guida l’opposizione, ha accusato il governo di “cedere alle pressioni dell’Italia” per aver rimosso la legge antiterrorismo ‘Sua Act’ dai capi di Imputazione a carico dei maro’.

Parlando ai giornalisti, il leader Ravi Shankar Prasad ha detto che “e’ difficile per l’India resistere alle pressioni dell’Italia. Questo e’ un caso in cui sono stati uccisi due pescatori – ha aggiunto – e il governo ora cerca di favorirli. E’ un fatto da biasimare e chiediamo al governo spiegazioni”.

Analoga reazione e’ giunta anche dall’ex segretario del ministero degli Interni R.K. Singh, che ora milita nelle file del Bjp e che aveva deciso di applicare il Sua Act al caso. Il politico ha accusato il governo della coalizione Upa di “esagerata generosita’” nei confronti dei maro’.

Singh e’ stato accusato dal ministro degli Esteri Salman Khurshid di essere responsabile dell’assurdo ‘pasticcio’ creato dalla decisione di scegliere la polizia Nia, una potente agenzia investigativa nata all’indomani delle stragi di Mumbai del 2009 e che applica soltanto leggi speciali, come il Sua Act, usato per reprimere atti di pirateria e terrorismo in acque internazionali.