Ior, accordo vicino con Italia: Santa Sede rinuncia a segreto bancario

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Marzo 2015 9:17 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2015 9:17
Ior, accordo vicino con Italia: Santa Sede rinuncia a segreto bancario

Ior, accordo vicino con Italia: Santa Sede rinuncia a segreto bancario

ROMA – Italia e Vaticano proseguono nella trattativa per il nuovo concordato fiscale e a quanto scrive Repubblica il negoziato sembrerebbe essere agli sgoccioli. Matteo Renzi ne parla e ciò significa sempre secondo Repubblica, che la firma sarebbe vicina. “Gli sto mettendo fretta”, ha detto sabato 7 marzo il premier ai collaboratori, parlando del negoziato – Questa degli accordi con Svizzera, Monaco e Lichtenstein è una cosa enorme, attesa da decenni. Chiuderla adesso è fantastico, se ci metto anche il Vaticano c’è doppia soddisfazione “.

Scrive Repubblica:

“In attesa dei passi ufficiali, qualche spunto si delinea, specie nei rapporti bancari tra i due paesi, destinati a regolarizzarsi. Significa che presto lo Ior potrebbe tornare ad avere rapporti di controparte effettivi con gli istituti italiani, togliendo il Vaticano dall’imbarazzante lista grigia stilata dalla Banca d’Italia. Tuttavia, la prossima redenzione non dovrebbe valere per i clienti privilegiati che per anni hanno varcato il torrione Niccolò V in cerca di privilegi fiscali e di segretezza assoluta. Un portavoce dello Ior chiarisce che le prossime intese “non riguarderanno i clienti privati italiani, ma soltanto la Chiesa in senso generale e il Vaticano “.

Specie le congregazioni religiose, titolari di circa metà dei 6 miliardi di attivi della banca e che hanno il problema di evitare la doppia imposizione tra le sedi decentrate e quelle a Roma.Chi invece ha usato lo Ior come un centro off shore dovrà sanare le posizioni in altro modo, insomma. Secondo il bilancio 2013 della banca vaticana, l’ultimo disponibile, restavano “359 rapporti che non rispondono ai criteri stabiliti nel luglio 2013, per un saldo complessivo di 183 milioni di euro a fine 2013, segnalati come rapporti in eventuale chiusura e sottoposti a relativa procedura”.