Iran, elezioni presidenziali/ Il candidato riformista Mousavi dato per favorito su Ahmadinejad, affluenza record

Pubblicato il 12 giugno 2009 15:03 | Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2009 17:46

Quarantasei milioni di iraniani si sono recati alle urne venerdì al termine di una furiosa campagna elettorale per le elezioni presidenziali che ha visto in lizza due principali contendenti, il presidente uscente Mahmoud Ahmadinejad e il candidato riformista Mirhossein Mousavi. A quanto riferisce la Reuters, Mousavi sarebbe in testa e potrebbe addirittura vincere al primo turno. Ma la stessa affermazione è stata fatta dal consigliere di Ahmadinejad, Ali Asghar Zarei.

Nel caso in cui nessuno dei candidati ottenga il 50 per cento più uno dei voti, è previsto un secondo turno il 19 giugno prossimo. In caso di sconfitta Ahmadinejad sarebbe il primo presidente uscente a non essere rieletto.

La notizia di un presunto vantaggio di Mousavi è stata diffusa da un suo alleato, Sadegh Kharazi, in base a sondaggi effettuati dai riformisti. Secondo questi sondaggi, ha detto Kharazi, Mousavi sarebbe in testa col 58-60 per cento dei voti. Va comunque detto che i sondaggi in Iran non sono completamente attendibili.

Il campo di Ahmadinejad ha minimizzato le affermazioni di Kharazi, definendole «nient’altro che guerra psicologica». Le urne dovrebbero chiudersi alle 18,00 locali (le 15,30 italiane), ma le votazioni sono state prolungate per via della grande affluenza di votanti, definita «senza precedenti».

Una eventuale vittoria di Mousavi, ex-primo ministro ai tempi della guerra Iran-Iraq dal 1980 al 1988, potrebbe allentare le tensioni esistenti tra Teheran e il mondo occidentale, preoccupato per il programma nucleare iraniano, con Stati Uniti e Israele in testa. Mousavi, secondo gli osservatori, potrebbe inoltre raccogliere l’offerta del presidente Barack Obama per nuove relazioni tra Stati Uniti e Iran.

Secondo gli osservatori, la grande affluenza alle urne potrebbe indicare una mobilitazione dell’elettorato riformista favorevole a Mousavi, che invece disertò il voto alle elezioni di 4 anni fa vinte da Ahmadinejad.

Gli iraniani esprimeranno con il loro voto un giudizio sulle politiche economiche di Ahmadinejad, che, nonostante i massicci entroiti petroliferi, hanno causato un balzo in avanti dell’inflazione e della disoccupazione. I primi risultati della consultazione sono attesi sabato mattina.