Iran/ L’ex-presidente Rafsanjani riapre il dibattito sul dopo elezioni e critica il Leader Supremo Ali Khamenei

Pubblicato il 18 Luglio 2009 18:46 | Ultimo aggiornamento: 19 Luglio 2009 19:58

Il discorso tenuto venerdi all’università di Teheran davanti a migliaia di persone dall’ex-presidente Ali Akbar Hashemi Rafsanjani in cui ha criticato il governo per la repressione dei disordini seguiti alle contestate elezioni del 12 giugno rappresenta una svolta e sembra un altro segnale che l’opposizione guidata da Mir Hossein Mousavi è tutt’altro che estinta, a quanto scrive il New York Times. Lo stesso Mousavi era ad ascoltare Rafsanjani, ricomparendo in pubblico per la prima volta da settimane.

L'ayatollah Rafsanjani nel suo sermone - comizio di venerdì

L'ayatollah Rafsanjani nel suo sermone - comizio di venerdì

Rafsanjani, un acceso rivale del presidente Mahmoud Ahmadinejad che ha appoggiato la campagna elettorale di Mousavi, non ha messo in dubbio la vittoria di Ahmadinejad, che è stata sanzionata dal Leader Supremo, l’Ayatollah Ali Khamenei, ma ha messo in chiaro che questi dovrebbe assumere una posizione più conciliante nei confronti dell’opposizione.

Dopo aver definito i sanguinosi disordini seguiti alle elezioni ”una crisi”, Rafsanjani ha sollecitato la fine delle restrizioni alla libertà di stampa ed alla libertà di espressione ed ha auspicato la liberazione di coloro che sono stati imprigionati durante i disordini. L’ex-presidente ha inoltre criticato il Consiglio dei Guardiani, incaricato di accertare che le elezioni si fossero svolte regolarmente, ”di non aver usato saggiamente il tempo concessogli dal Leader Supremo per investigare”.

”Khamenei e Ahmadinejad hanno cercato di por fine ad ogni dibattito riguardo alle elezioni, ma Rafsanjani lo ha riaperto in maniera autorevole’‘, ha rilevato Karim Sadjadpour, un esperto di affari iraniani al Carnegie Endowment for International Peace. 

Le parole di Rafsanjani, scrive il Times, vengono considerate un implicito rimprovero a Khamenei, che ha sempre cercato di apparire come un arbitro neutrale delle dispute politiche iraniane, ma che con il suo totale appoggio a Ahmadinejad e la sua severa condanna delle proteste appare ora una figura di parte. In questo quadro, secondo gli osservatori, Rafsanjani sembra voler riavere un ruolo centrale nella leadership, attualmente divisa.

Rafsanjani è sempre stato noto per il suo pragmatismo, e a giudizio di certi analisti il suo discorso può anche essere considerato una mossa astuta: ha criticato i suoi rivali ma restando pur sempre nell’alveo e nei principi della Repubblica Islamica.