Iran. Hassan Rohani presidente della Repubblica: a Teheran festa, cortei di auto

Pubblicato il 16 Giugno 2013 5:29 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2013 0:50
Iran. Hassan Rohani presidente della Repubblica: a Teheran festa, cortei di auto

Hassan Rohani, riformista, è il nuovo presidente della Repubblica islamica dell’Iran

TEHERAN – La vittoria del candidato moderato e riformista Hassan Rohani nella elezione del presidente della Repubblica islamica dell’ Iran non era stata davvero prevista e il risultato ha provocato una ondata di entusiasmo in Iran.

Come riferisce Rodolfo Calò della agenzia Ansa, una buona parte dell’ Iran, compressa per tanti anni, è letteralmente esplosa.

Quasi increduli, sospettosi fino all’ultimo che i dati si potessero manipolare, cambiare a piacimento, farli finire al ballottaggio per poi inventare qualche cosa come nel 2009, gli iraniani progressisti hanno atteso, trattenendo il respiro fino all’ufficializzazione: ma quando il ministro dell’Interno è apparso in tv per annunciare che il candidato moderato appoggiato dai riformisti aveva proprio vinto le elezioni presidenziali, e le aveva vinte al primo turno, allora è iniziata la festa.

In diversi punti di Teheran, ma si presume anche in altre parti del Paese, è stato come quando l’Italia vinse i mondiali: tutti in auto a suonare il clacson, a sbracciarsi, a fare il segno della vittoria con le dita, a urlare slogan e scatenata felicità. Ai bordi dei viali, sempre intasati di auto ma stanotte intasati in maniera diversa, i passanti – soprattutto giovani – guardavano e salutavano in un’eccitazione collettiva.

”Bye bye Ahmadi” e ”viva le riforme, viva Rohani” erano tra gli slogan che si sono sentiti nella capitale iraniana, ad esempio sul lunghissimo viale Vali-e Asr, che spacca da nord a sud la città. Chi si sporge dai finestrini, chi ci si siede sopra come per scrollare fuori un’oppressione.

Ragazze hanno camminato quasi in mezzo alla strada e gente ha mostrato foto di volantini elettorali di Rohani, brandito fiori, attaccato fiocchi nuziali ai tergicristalli sollevati e sventolanti, azionato le luci di emergenza e fatto altre piccole insensatezze che l’occasione rende indispensabili.

”E’ una rivoluzione”, azzarda qualcuno, ”è come nell’88”, ricorda uno più anziano riferendosi ad una dimenticata vittoria riformista. Un poliziotto si limita a muovere una paletta luminosa per far scorrere il traffico che indugia quando qualcuno inquadra un’auto con un telefonino.

Con la disillusione diffusa fino all’altro ieri che alimentava il sospetto preventivo di brogli in favore dei conservatori, a Teheran sembrava che le immagini del Vali-e Asr elettrizzato per la campagna elettorale del 2009, quella che aveva generato le speranze di vittoria riformista di Mirhossein Mussavi spentesi nel sangue, sarebbero rimaste roba da documentari da guardare sulle tv satellitari.

E invece c’è stato molto di più, di piu’ forse perché imprevisto. Non tutti gioiscono, imbottigliati nel traffico, ma non c’è tensione. Non quella parossistica della repressione del 2009, né quella si respirava a Teheran nei mesi passati ad ogni monito delle autorità sulla conseguenze di raduni non autorizzati, anche in occasione dell’apolitico capodanno zoroastriano.

Il tappo è saltato e nessuno, almeno sabato notte, sembra fermare lo champagne analcolico che sgorga da Teheran. A dominare è soprattutto la musica, tambureggiante, sparata da impianti stereo che in genere si usano a finestrini chiusi in una repubblica islamica che ha bandito le cantanti relegandole sui canali satellitari di video-musica e che non permette di inquadrare in tv la chitarra del cantautore, ripreso solo in primo piano. C’è chi suona una trombetta, chi un fischietto chi una tromba da tir. E c’è anche chi inneggia a Hussein, l’imam più venerato delle sciismo.