Donna condannata alla lapidazione, l’Iran risponde al Brasile: “Lula non conosce il caso”

Pubblicato il 3 agosto 2010 8:30 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2010 8:40

Il Brasile offre asilo a una donna condannata alla lapidazione, ma l’Iran ha fatto capire di respingere la del presidente Ignacio Lula da Silva di risparmiare la vita a una donna condannata alla lapidazione, Sakineh Mohammadi-Ashtiani.

“Il presidente Lula è una persona umanitaria e dall’animo gentile – ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehman-Parast – ma probabilmente non ha abbastanza informazioni su questo caso. Si tratta di un caso giudiziario. Possiamo fargli un rapporto sui dettagli dei reati commessi dalla persona in questione e allora anche per lui la situazione sarà chiara”.

“Se il Brasile si offre volontario per accogliere questa donna, speriamo che l’Iran consideri questo come un gesto umanitario”, aveva detto il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Philip Crowley. Sempre ieri il quotidiano brasiliano Estado de S. Paulo aveva scritto che entro questa settimana il caso sarebbe stato “risolto” e l’Iran avrebbe concesso alla donna la possibilità di raggiungere il Brasile.

La lapidazione di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, 43 anni, condannata per adulterio ma apparentemente accusata anche dell’assassinio del marito, è stata sospesa temporaneamente il mese scorso dalle autorità giudiziarie iraniane.