Iran: le madri dei detenuti americani abbracciano i figli davanti alle telecamere

Pubblicato il 20 maggio 2010 18:36 | Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2010 16:59

Le tre madri dei detenuti durante la conferenza stampa a Teheran

“Vi preghiamo, vi preghiamo, liberate i nostri figli”. Il drammatico appello è stato lanciato oggi da Nora Shourd, madre di uno dei tre giovani americani in carcere in Iran da nove mesi e mezzo, nel primo incontro concesso dalle autorità iraniane e organizzato davanti alle telecamere in un albergo di Teheran.

“Tutto quello che possiamo fare è chiedere al governo iraniano: vi preghiamo, vi preghiamo, ascoltateci, amiamo i nostri figli, li vogliamo liberi e loro non hanno fatto del male a nessuno”, ha detto la donna, madre di Sarah Shourd, 31 anni, arrestata il 31 luglio del 2009 con gli amici Shane Bauer e Josh Fattal, entrambi di 27 anni.

I tre affermano di avere sconfinato per errore in territorio iraniano durante un’escursione sulle montagne del Kurdistan iracheno. Ma le autorità iraniane li accusano di “spionaggio”, come ha confermato ieri il ministro dell’Intelligence, Heydar Moslehi, proprio mentre le madri dei tre erano in volo verso Teheran.

Alle tre donne, ha aggiunto Moslehi, è stato concesso il visto per recarsi a vedere i figli per “ragioni umanitarie”. Dopo avere abbracciato a lungo i figli sotto gli occhi delle telecamere, le madri dei tre detenuti hanno tenuto una conferenza stampa con il capo coperto dal velo islamico, obbligatorio in Iran per tutte le donne, comprese le non musulmane.

L’incontro con i giornalisti è stata l’occasione colta dagli arrestati per far sapere che, in questi nove mesi e mezzo, non é mai stata notificata loro un’incriminazione né hanno potuto vedere un avvocato. Ma i tre giovani americani hanno detto di non aver subito maltrattamenti.

L’Iran ha fatto capire nei mesi scorsi che la vicenda dei tre americani potrebbe essere risolta con una sorta di scambio con almeno alcuni degli 11 iraniani che secondo Teheran sarebbero stati arrestati o “rapiti” dagli Stati Uniti. Tra questi vi sarebbe Shahram Amiri, uno scienziato nucleare scomparso nel giugno del 2009 durante un pellegrinaggio alla Mecca. Secondo la stampa americana, l’uomo avrebbe invece scelto di fare defezione in Occidente.

Domenica la giovane lettrice universitaria francese Clotilde Reiss ha potuto far ritorno a Parigi dopo essere stata incarcerata per 45 giorni e trattenuta per altri nove mesi in Iran. Due giorni dopo è stato rilasciato a Parigi dopo 19 anni di carcere Ali Vakili-Rad, già condannato all’ergastolo per l’uccisione nel 1991 dell’ex primo ministro dello Scià Shapur Bakhtiar, che si trovava in esilio in Francia. I governi francese e iraniano hanno negato che si sia trattato di uno scambio.